Wednesday, 13 June 2007

Estate e tante catastrofi

Da cosa si capisce che l'estate è inequivocabilmente, inesorabilmente, inevitabilmente arrivata?
Ognuno riconosce dei segnali precisi che gli fanno capire che la bella stagione è qui: le promozioni di creme solari al discount, i bimbi e gli adolescenti che scorrazzano in libertà provvisoria dalla scuola, l'afa che ti fa appiccicare i pantaloni alle gambe (ah che gioia!), la gente che parla sempre e solo di ferie (e il numero mi sembra aumentato quest'anno: sarà perché io non avrò giorni di ferie?), il fiorire di diete "perdi 30 kg in 3 giorni mangiando solo biscotti di farina di riso integrale e ceci del Nepal"...
Fino a stasera ero troppo presa dal trasloco per fare attenzione ai segnali, ma stasera il fulmine divino si è abbattuto sulla mia casa: non so quando, e nemmeno perché, ma sono tornati i film catastrofici di serie xyz! Li chiudono in un baule per nove mesi l'anno e poi come per miracolo li rimettono in programmazione.
Quello di stasera non era una prima visione e forse l'avevo già visto. O forse non l'avevo mai visto prima. Il fatto è che le trame si assomigliano tutte pericolosamente e pure gli attori.
L'azione di solito si svolge in California, a Las Vegas oppure in una sperduta cittadina americana (oppure in tutte e tre contemporaneamente). La vita scorre placida e tranquilla, la gente si vuole bene ed è felice.
All'improvviso la minaccia: una faglia che si risveglia o un terremoto che distrugge tutta la costa occidentale degli Stati Uniti, una diga che rischia di cadere, valanghe di interi ghiacciai, tornadi di proporzioni epiche, vulcani, api assassine, calamari, piovre, virus di vari tipi. Un insieme di sfighe tale che ti viene da chiederti se non gli converrebbe, agli americani tutti, un pellegrinaggio a Santiago de Compostela.
Entrano i protagonisti.
Il protagonista: Joe, mascella quadrata alla Ridge Forrester, capelli biondi, atletico, con un trauma del passato che cerca di lasciarsi alle spalle, il più delle volte è un incompreso, i suoi superiori non hanno fiducia in lui perché lo considerano un piantagrane e non vogliono ascoltarlo, salvo poi ricredersi a fine primo tempo. Dispensa pillole di saggezza yankee come
"se hai paura non potrai mai vincere"
,
"nulla è impossibile"
,
"conta su di me, baby"
e via dicendo.
La protagonista: Jane, magra, atletica, spesso divorziata ma in ottimi rapporti con l'ex-marito, un figlio combina guai sui dieci anni, è infermiera, giornalista o scienziata. Di solito anche lei ha un trauma che cerca di scordare, molto spesso un rapporto conflittuale con il padre (che spesso e volentieri fa il suo stesso lavoro). Se per caso ha il fidanzato, allora scopre di essere incinta entro i primi venti minuti.
I comprimari: di solito sono un infermiere, una biondina acqua e sapone, una soubrette scema ma dal cuore d'oro, uno scaltro e cinico uomo d'affari, un vigile del fuoco, un barista, un alcolizzato e, special guest star, il presidente degli Stati Uniti.
Joe e Jane si conoscono e, sia che vadano d'accordo o che si odino, si capisce sin dall'inizio che finiranno a letto ma anche che scene così interessanti non si vedranno in un film del genere e al massimo si vedrà un bacio a fine film.
Il colpo di scena: verso i tre quarti del film avviene l'imprevisto, normalmente una centrale nucleare che rischia di essere travolta dal terremoto/sciame di api/uragano e che minaccia vite e averi di milioni di persone (e anche qui un bel giro a Lourdes...) e Joe e Jane devono fare di tutto per salvare l'umanità e non deludere il loro presidente.
Ovviamente tutto va a finire bene, con il conto alla rovescia che si ferma a un secondo dal disastro. Ovviamente Joe supera i suoi traumi, ovviamente Jane si riconcilia con il padre, ovviamente qualcuno dei comprimari muore e ovviamente altri due fra i sopravvissuti si sposano.
La regia è di solito affidata a un ubriaco (ma non è il comprimario, se ne possono permettere ben due): primi piani che singhiozzano, zoom continui avanti e indietro e inquadrature che saltano a destra e sinistra fino a quando la nausea non ha il sopravvento.
Come ciliegina sulla torta, il doppiaggio: anche quello è al risparmio. A volte sembra che ci siano solo due doppiatori e che debbano doppiare tutti quanti gli attori.
Hanno però un risvolto positivo: se una sera non hai voglia di guardare la tv, se hai già impacchettato tutti i cd ma non vuoi rimanere nel silenzio di una casa smontata, non c'è niente come due ore di catastrofi intervallate da un'ora di pubblicità per fare sembrare la casa più "piena".

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