Thursday, 30 August 2007

Do you know what it means to miss New Orleans?

Il mio programma per ieri sera era semplicissimo: tornare a casa presto, capatina supersonica al supermercato per comprare il latte, un piatto di pasta veloce veloce, e poi davanti alla tv per una puntata di "Heroes" (questa nuova serie TV di cui tutti parlano, ma che ancora non mi convince del tutto... sarà perché non l'ho vista dall'inizio e non capisco che succede? non mi raccapezzo fra chi è cattivo, chi no, chi muore, chi sopravvive... argh!) e poi andare a dormire presto, visto che oggi mi aspettavano 8 ore di corso intensivo.

Si dice che pianificare è il modo con cui noi umani facciamo ridere gli dei. Probabilmente ieri sera gli dei hanno deciso di vedere una sit-com di cui io ero protagonista indiscussa.
Sono uscita presto, ma la capatina supersonica al supermercato ha subito un'atroce battuta d'arresto: la legge di Murphy ha deciso di rientrare prepotente nella mia vita, sotto le mentite spoglie una cassiera con occhi tondi e vitrei da pesce lesso. Non solo era lenta, non solo sembrava non avesse mai visto un codice a barre in tutta la sua vita (forse era per questo motivo che si fermava a fissare il codice di ogni singolo prodotto), no! Ogni tanto si bloccava, fissava un punto del soffitto e non dava piu' segni di vita. Con i suoi occhioni spalancati avrebbe messo tenerezza a tutti, tutti tranne le persone che andavano a formare la coda alla sua cassa, fra le quali spiccava anche la sottoscritta. La ragazza prima di me in coda ha pensato bene di schioccarle le dita davanti alla faccia, tanto per accertarsi che fosse ancora viva (e ha dovuto schioccarle tre o quattro volte prima di ottenere una reazione).
Ovviamente a quel punto, non potevo esimermi dal complicare le cose a mia volta: per quale motivo cucinare qualcosa di veloce? Per quale arcano motivo limitarsi a una veloce e indolore spaghettata, quando posso perdere un'ora e mezza a preparare polpette di melanzane e broccoli al forno?! [le polpette erano buonissime, anche se preferisco la ricetta originale senza broccoli]
A quel punto mi ero quasi dimenticata di "Heroes": ho acceso la tv, sapendo di aver perso dieci minuti buoni del telefilm e sapendo che avrei capito ancora meno del solito. Ma non è un gran problema ora, visto che alla fine non ho visto "Heroes". Probabilmente, come ricompensa per le risate, gli dei hanno deciso di ricompensarmi. Appena accesa la tv, sono finita su BBC 4 dove trasmettevano "
", il documentario di Spike Lee che parla dell'uragano Katrina e delle sue conseguenze per la città di New Orleans e i suoi abitanti.
Come tante altre (troppe) "tragedie naturali", anche la distruzione portate da questo uragano era facilmente evitabile, ma a Spike Lee non interessa più di tanto questo aspetto della storia (d'altronde gli bastano meno di venti minuti per dimostrarlo). Al centro di questo documentario, ci sono le persone, i poveri di New Orleans, il loro dolore e la loro sofferenza.
Non è un'analisi o una ricostruzione degli eventi: è un atto di accusa contro il razzismo strisciante e spesso mal celato, il pressapochismo di chi era responsabile per garantire la sicurezza e gli aiuti per i cittadini di New Orleans e non ha fatto nulla, e l'avidità e ingordigia degli speculatori che ora quasi non nascondono più il loro desiderio di trasformare New Orleans in una specie di Disneyworld unicamente bianca. Ma è anche una struggente dichiarazione d'amore per la città e ciò che rappresenta, la sua cultura creola, la sua gente e la musica; alla rabbia per essere stati abbandonati da tutti, alla disperazione per aver perso tutto, all'angoscia di chi non ha ritrovato i corpi dei propri cari, si mescola l'orgoglio e la determinazione a tornare a casa, per far tornare la città com'era prima e non farne morire lo spirito.
Sono 4 ore che scorrono via veloci, non mi sono accorta che era l'una passata quando l'ultimo atto è finito: mi ha lasciato un senso confuso di rabbia, tristezza e indignazione che non vuole più andare via. Mi è rimasto anche tanto sonno, perché ieri notte non riuscivo a prendere sonno: sono rimasta sdraiata nel letto con gli occhi sbarrati a pensare a quello che avevo visto e a come sia stato possibile accadesse. Non vivo in Louisiana e le possibilità di tornare dall'altro lato dell'oceano sono minime; ma credo nell'effetto farfalla e mi domando quali effetti potranno avere quegli argini rotti due anni fa nella mia vita futura.

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