Monday, 15 October 2007

La vis mode d'emploi

Ieri mattina ho fatto un giro all'Ikea di Croydon, avevo bisogno di una cassettiera piccola per l'ingresso e una scarpiera.
Ne sono uscita con una cassettiera piccola per l'ingresso e una scarpiera.
E un porta CD Benno. E una lavagna magnetica. E dei pennarelli per scrivere sulla lavagna magnetica. E dei bicchieri. E un pela patate. E un set di mestoli. E un portaoggetti per i cassetti. E delle tende.
Ah l'Ikea! L'Ikea è casa per me: in Italia, Cina o Inghilterra, l'Ikea è uguale a se stessa sempre e ovunque nel mondo. Non solo lo stesso catalogo, ma ogni negozio è uguale agli altri, con la stessa esposizione e la stessa musica in sottofondo... purtroppo anche i cartellini del prezzo hanno gli stessi numeri!ua
Ogni volta che entro in un'Ikea, mi tranquilizzo; passeggio nell'esposizione e mi trovo a immaginarmi parte di questo fantastico mondo in cui tutte le famiglie sono felici e sorridenti e riescono a vivere in 4 in un appartamento da 50 mq con cucina stile piazza d'armi.
Adoro curiosare negli esempi di disposizione dei mobili: "Io e la mia ragazza top-model viviamo in un monolocale da 35 metri quadri ma abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno!". Evidentemente né lui né la morosa top-model leggono molto, perché c'è solo una striminzita libreria. A voler essere pignola, non c'è nemmeno traccia del tavolo, ma probabilmente è per via della fidanzata top-model.
La cosa che mi piace di più è la parte dedicata allo studio: che bello questo mondo dove c'è uno studio in ogni casa! La libreria, la scrivania, il portadocumenti, scatole, scatoloni e scatoline...
La fregatura è che, così persa a fantasticare di improbabili case future con cucine giganti, camere da letto soppalcate e studi con librerie sui quattro lati, mi dimentico di alcuni punti fondamentali. Elementi che non andrebbero mai scordati quando si va all'Ikea.
Punto 1. Tutto ciò che compri lo devi portare a casa.
Punto 2. In mancanza di automobile, tutto ciò che compri lo devi riportare a casa in tram fino a Wimbledon, e poi in treno fino a Surbiton. E poi a piedi. In salita. Fino a casa.
Punto 3. Il tuo appartamento è al secondo piano. Senza ascensore.
Punto 4. Tutto ciò che hai comprato e che era in una scatola va montato, avvitato e inchiodato... ma non ti preoccupare, tanto ci sono le istruzioni. E la chiave a brugola.
Ce ne sarebbe abbastanza per farmi correre lungo tutta l'Ikea urlando come Macaulay Culkin in "Mamma, ho perso l'aereo" (un giorno ci proverò, tanto per il gusto di farlo). Ma io ho due assi nella manica: il primo è il servizio di consegna a domicilio. Costa 30 sterline e c'è il rischio di incappare in un corriere imbranato con seri problemi di orientamento, ma eviti il rischio di stramazzare a terra nel tentativo di trascinare 20 kg di mobili lungo le strade di Surbiton.
Ci sono voluti alcuni anni di tentativi, esperimenti e prove per arrivare al secondo asso nella manica, il più importante: una volta aperta la scatola, il trucco sta nello sfogliare le istruzione e poi usarle per ricoprire il pavimento e ricordarsi di gettarle nella raccolta differenziata alla fine.

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