Sunday, 20 January 2008

Libri e segni di una vita, la mia

Di recente ho scoperto il sito
, un social network (l'ennesimo direbbe qualcuno) basato sulla catalogazione dei libri posseduti e la loro condivisione con gli altri utenti: insomma, come far incontrare le mie manie di controllo con la mia passione per i libri, intesa non solo come amore per la lettura, ma anche per il libro in quanto oggetto fisico da mettere in borsa, sottolineare, lanciare contro una parete, o riaprire anche se sto crollando dal sonno.

Così, presa da raptus riepilogatorio, ho inserito tutti i libri che hanno attraversato con me la Manica: due ore nel pomeriggio a compilare una lista con i codici ISBN dei libri da importare in un secondo tempo. Ci avrei potuto mettere molto di meno, ovviamente; ero partita abbastanza bene, ma dopo l'ossessivo-compulsiva che è in me ha iniziato a sbirciare dentro i libri.

Per tenere il segno durante la lettura uso sia i segnalibri sia le classiche orecchie all'angolo superiore delle pagine (pieghette, che sia ben chiaro, sono concesse solo a me: se impresto un libro e, una volta restituito, mi accorgo che qualcuno ha fatto una piega, altro che ira funesta!). Una volta finito il libro, non sempre tolgo il segnalibro e a volte lascio pure le orecchie a lasciare una traccia: non solo nei libri che ho amato, anche in quelli che non sono riuscita a finire, oppure quelli che proprio non ho capito. Mi piace, ritrovarli lì dove li avevo lasciato, quando riprendo un libro dallo scaffale per rileggerlo. Riscoprire qualcosa di mio, qualcosa che, in un certo senso, mi faccia sentire già a casa. A volte, lascio il segnalibro dove si trova e ne aggiungo un altro, altre volte lo riutilizzo. Visto che in tutta la mia vita mi sono comprata solo tre segnalibri, i segnalibri "veri e propri" sono quelli che mi hanno regalato gli altri, come quello con l'alfabeto egizio che mi ha portato dalle ferie Alessia, o la farfalla che mi ha regalato Tara prima di tornare in Corea. Ovviamente questo mi costringe sempre a cercare qualcosa, preferibilmente di piatto e sottile, per segnare il punto in cui sono arrivata: nei libri che ho portato con me ho trovato, fra le altre cose, un bugiardino dell'Antoral gola, un biglietto della Sadem e uno della KLM, una busta delle caramelle, un ritaglio di giornale, un campioncino di crema antirughe Nivea!

Un po' preoccupata, a questo punto mi chiedo: se i libri a volte ci aiutano a capire qualcosa delle persone che li leggono, allora cosa potrebbero dire di me i miei segnalibri? In un certo senso ho paura della risposta. Ma non quanto della risposta alla domanda successiva: è normale che, dopo avergli fatto una foto ricordo, li abbia rimessi tutti a posto? Beh, tutti tranne il campioncino di crema antirughe: quella serve più a me che a Mitch Albom!

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