Wednesday, 27 February 2008

Un mese-bignami

A volte gestire questo blog è cosi faticoso!
Era da un po' che non mi ci dedicavo più; ho messo da parte il blog, forse è più corretto dire che l'ho allegramente scordato e solo di recente mi sono accorta della mole di ragnatele che stavano iniziando a formarsi tutto intorno. E' anche vero che non mi è successo nulla di ecclatante o particolare.
Quindi, ora che siamo quasi in dirittura di arrivo verso la fine del mese, eccovi il febbraio-bignami, ovverosia informazioni inutili, storie di tutti i giorni, varie ed eventuali delle mie ultime settimane nella patria, fra i tanti, del Bardo. E di una mia omonima. E della colazione all'inglese, che forse non è il più fulgido esempio di arte culinaria, ma è la morte sua per il giorno successivo a una bevuta (il corrispettivo del kebab alle 4 del mattino dal porcaro all'uscita dell'Iveco alla fine di corso Giulio, per intenderci).

E' CARNEVALE...


e ogni scherzo vale! Si dice così, giusto?
Da queste parti il Carnevale non si festeggia, quindi si può dire che c'erano molte probabilità me ne scordassi del tutto.
A ricordarmi che era carnevale ci ha pensato il mio orologio interno, che ha decretato che dovevo assolutamente mangiare delle bugie. Riuscite a immaginarmi mentre entro in un Caffe Nero e ordino "a tray of lies, please"!?! No, nemmeno io. Cosa posso aspettarmi da posti dove vendono dei micro-panettoni come se fossero brioche da inzuppare nel cappuccino?
Ho risolto il problema alla radice: ho preparato le bugie a casa e ne ho anche portate un po' in ufficio, dove sono state molto apprezzate. E inzuppate e sbriciolate nel caffè.


Ovviamente mia mamma non poteva esimersi dal farmi sentire un po' di aria di casa in questa occasione e ha pensato di mandarmi un pensiero speciale e colorato nella sua lettera di carnevale. Ci ho messo venti minuti a raccogliere quasi tutti i coriandoli: ogni tanto ne ricompare uno come per magia.

I colori di casa



新年快
乐!


Per il calendario cinese questo è l'anno del ratto. In una domenica quasi primaverile ho preso macchina fotografica e occhiali da sole e sono andata a vedere i festeggiamenti a Trafalgar Square e Chinatown. Teoricamente, avendo vissuto in Cina durante i festeggiamenti del cinquantesimo anniversario della fondazione della repubblica e durante il capodanno, dovrei essere abituata al casino, al rumore e alla folla del capodanno. Teoricamente. Dopo trenta minuti di inferno nel centro della piazza, dove non era possibile fare un passo senza andare a sbattere contro qualcuno, inciampare in un passeggino o venire quasi accecata da un venditore ambulante di draghi di carta, ho deciso che la folla non faceva per me e mi sono allontanata alla maggiore velocità possibile e dopo venti minuti di slalom lumaca ero fuori dalla piazza diretta verso i parchi del centro di Londra, che erano sì affollati, ma erano nulla in confronto al quartiere cinese.

CONIGLIO E FAMIGLIA ALLARGATA


Chiunque abbia avuto modo di chiacchierare con me nelle ultime settimane, anzi negli ultimi mesi, è al corrente della mia ossessione per il coniglio: in questo paese il coniglio è considerato un animale da compagnia. Per questo motivo non si trova facilmente in commercio, e quando lo si trova, si paga caro. In Italia, davo molte cose per scontate, e una volta arrivata qua mi sono accorta di quanta nostalgia mi procurino: il cinema a prezzi ragionevoli, il caffè del bar, i vicini che ti salutano o, se sei fortunata, ti invitano a cena, il sole... e ovviamente il coniglio!
A metà mese ho deciso, insieme a Benny e Manu, di organizzare una cena tutta italiana: Benny ha riportato dall'Italia salame e tomini freschi freschi, Manu ha pensato alla torta di mele e al vino (che è stato quasi tutto consumato da me e Benny, visto che Manu è quasi completamente astemia), io ho investito 12 paradisiache sterline per un altrettanto paradisiaco coniglio in una macelleria di Wimbledon.
Ecco, credo che questo sia uno dei ricordi migliori di tutto il mese. Passare una giornata tranquilla in compagnia, cucinare insieme mentre sul giradischi passano le canzoni di James Taylor e del Police, chiacchierare davanti alla tazzina di caffè a fine cena... piccole cose, che rendono speciale e unico un ricordo. Mi è rimasto nel cuore un tepore dolce, un senso di casa e appartenenza. La mia famiglia allargata si sta espandendo, nuovi amici, vicini e lontani, sono entrati nella mia vita negli ultimi mesi e la arricchiscono ogni giorno.
Mentre preparavo la colazione per Benny e Manu il giorno dopo, pensavo confusamente a tutte queste cose; pensavo che sono davvero fortunata, per avere così tante persone stupende accanto a me e forse dovrei dirlo più spesso ad alta voce, a me stessa e agli altri.


Sempre in tema di fortuna e famiglia allargata, l'ultimo week-end l'ho passato in giro per Londra con Davide che è arrivato da Torino, con tanto di Pocket Coffee e super mega barra di cioccolato gianduia al seguito.
Ho preso venerdì di ferie e siamo stati in giro per varie parti della città. Unico neo, il tempo: dopo un mese con week-end di sole e temperature quasi primaverili, abbiamo passato tre giorni alle prese con il vento gelido: per fortuna abbiamo trovato riparo in alcuni pub lungo la strada! :-D
Abbiamo dedicato un po' di tempo alla cultura, facendo finta di capire qualcosa delle ultime "installazioni artistiche" alla Tate Modern e girovagando per la National Gallery, girovagato per Chinatown (dove ho recuperato finalmente un pomelo abbastanza buono) e dedicati alla storia della musica andando a dare un'occhiata alla Battersea Power Station.

PENSAVO FOSSE LA LAVATRICE...


Invece era il terremoto. Non so se in mezzo al bailamme di Sanremo -che, da queste parti, non viene seguito con la dovuta attenzione da parte dei media- vi sia giunta la notizia che stanotte un
ha colpito l'Inghilterra.
Pur avendo sentito chiaramente la scossa, non ho subito pensato a un terremoto; anzi, ho scoperto di cosa si trattava solo quando ho letto i giornali stamattina.
Dovete sapere che i miei vicini del piano di sopra, oltre a essere degli alcolizzati che si divertono a sfondare il portoncino di ingresso alle 3 di notte perché non trovano le chiavi, hanno anche l'abitudine di usare la lavatrice di sera tardi o di notte: visto che probabilmente la lavatrice non è fissata bene nei mobili a incasso, appena parte la centrifuga tutta la mia casa inizia a tremare.
Quando stanotte ho sentito il letto muoversi, è stato ovvio dare per prima cosa la colpa a loro! Per fortuna non ho deciso di andare a bussare al piano di sopra e chiedergli di smettere di usare la lavatrice a ora tarda: sarebbe stato un po' troppo imbarazzante!

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