Tuesday, 13 May 2008

Amicizia e rane di carta

Ho conosciuto Blanka alla Tsinghua nel 2002: frequentavamo gli stessi corsi e la sua stanza era subito dopo la mia lungo il corridoio del terzo piano del dormitorio per stranieri. Fra le poche non-coreane di tutto il palazzo, facemmo subito combriccola, anche solo per poterci lamentare dell continuo sciabattare delle coreane e della loro brutta abitudine di non bussare alla porta, ma di chiamarsi a vicenda urlando da un lato all'altro dei corridoi (o allenarsi a pallacanestro, palleggiando alle due di notte davanti alla porta della mia camera, ah che infernali memorie!).
Ovviamente il nervosismo da urla e sciabattate non era l'unica cosa che avevamo in comune, c'erano anche l'amore per la cioccolata, per i giri in bicicletta per il campus e per le serate tranquille passate a chiacchierare e l'amore-odio che sentivamo tutte e due verso la Cina.
Abbiamo scoperto anche di essere diverse come carattere: io disordinata nella vita e nei pensieri, lei più lineare e decisa. Due caratteri abbastanza forti nel loro genere, stranamente non ci siamo mai scontrate, ma siamo sempre riuscite a trovare un punto d'accordo su tutto.
L'anno alla Tsinghua si è rivelato molto interessante: risate e litigate, viaggi per mezza Cina, un incendio nel dormitorio, due bombe nella mensa insegnanti, la SARS, un bestiario umano tutto intorno a me...
L'ultima volta che l'ho vista è stato nell'estate del 2003, a Budapest: in quelle due settimane, ho visto per l'ultima volta Tara, Zoli. E Miklos. Persone che mi hanno influenzato e che, nel bene e nel male, mi hanno cambiata. Le nostre strade si sono separate e a volte mi sembra strano pensare che persone con cui ho diviso così tante esperienze ed emozioni per un anno intero, ora mi risultino completamente estranee.
Beh, non tutte: un po' alla volta, dopo il rientro in Italia, ho iniziato a perdere i contatti; quante amicizie perdute (ma erano davvero amicizie?), ma non Blanka. Siamo rimaste in contatto, anche se a volte in maniera irregolare e casuale: biglietti di auguri a Natale e compleanni, lunghe mail di riepilogo di mesi passati a rimandare una mail di saluti, cartoline e sms.
Ai tempi dell'università voleva sposare Peti, il suo ragazzo, avere almeno un bimbo e diventare insegnante. Peti adesso è suo marito: due anni fa hanno avuto Emma. E indovinate un po'? Insegna cinese all'università di Budapest, proprio come progettava cinque anni fa.
Non ci siamo più viste fino allo scorso weekend, quando lei e Peti sono venuti a trovarmi a Londra. Ci siamo goduti un lungo week-end di sole, passato a dormicchiare fra i parchi, bere sidro nei pub, chiacchierare e ridere ripensando a tutte le cose un po' sceme che abbiamo fatto in Cina e raccontandoci di tutte le altre che abbiamo fatto dopo il rientro dalla Cina.
Ero un po' nervosa all'idea di rivederli e nemmeno io so bene il perché. So che il mio nervosismo non aveva nessuna ragione d'essere: nel momento in cui li ho riabbracciati, nel mezzo di Covent Garden, ho capito che certe cose non cambiano. Certo, Blanka è cambiata così come sono cambiata io, ma l'amicizia no, quella è rimasta lì, tale e quale: e ne sono felice, perché è bello sapere che anche in mezzo a tutti i cambiamenti, nonostante le tante e troppe cose che perdiamo lungo il cammino, qualcosa di positivo rimane con noi.

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