Friday, 2 May 2008

snooker, tesori ritrovati e di nuovo perduti

Con un week-end lungo alle porte, perché in questo paese ai lavoratori la festa non gliela fanno il 1° maggio (e nemmeno in Italia: la festa ce la fanno tutti i giorni e non sto a dire come e non sto a divagare e dilungarmi, onde evitare travasi di bile) ma si festeggia il primo lunedì di maggio, so già cosa farò domattina. Sveglia, doccia, colazione e poi via! veloce in biblioteca. A placare la mia mini crisi di nervi attuale.


E' iniziato tutto durante la pausa pranzo. Visto che l'ufficio si era già mezzo svuotato ho pensato di approfittarne e andare in palestra: faccio fuori un po' di calorie e mi guardo un episodio dei Simpson, perché chi vuoi che ci sia all'una di venerdì, con un ponte alle porte?!? Tutti quelli rimasti in ufficio, apparentemente. Doh! Niente Simpson per me oggi e mentre inizio a correre noto che ben due televisori su quattro stanno trasmettendo speciali sul campionato mondiale di snooker: se siete veramente curiosi, potete controllare la pagina su
, altrimenti vi basti sapere che è una versione del biliardo molto popolare da queste parti.
In questi giorni si sta per l'appunto svolgendo il campionato mondiale: è iniziato due settimane fa e la finale sarà lunedì. Solo oggi mi sono accorta che sapevo esattamente di cosa stessero parlando i due commentatori, perché tutte le partite sono trasmesse da BBC2 e perché lo snooker ha momentaneamente soppiantato il calcio sulla prima pagina dello sport. Insomma qui, lo snooker lo prendono in maniera molto seria.
Qualche fondamenta ce l'avevo già perché il libro che mi ha fatto scoprire Mordecai Richler è un piccolo saggio, intitolato "Il mio biliardo". Sebbene non potrò mai provare la stessa passione e lo stesso amore viscerale che Mordecai provava per lo snooker, il libro mi era piaciuto perché passione e amore sono sensazioni universali che non richiedono giustificazioni.
Dopo "Il mio biliardo", il passo più ovvio è stato cercare "La versione di Barney". Quando l'ho comprato tutti ne parlavano come di un capolavoro unico della letteratura mondiale e addirittura la commessa della libreria mi aveva guardato sbigottita quando le avevo detto che cercavo un libro, "la versione di barnaby, o barney, ora non mi ricordo", come se avessi commesso un crimine di lesa maestà.
Beh, sta di fatto che la prima volta che ho tentato di leggerlo, mica mi è piaciuto così tanto. Anzi, non mi era piaciuto per niente. Sconsolata, l'avevo richiuso dopo nemmeno venti pagine e lasciato che si arenasse su uno scaffale in alto.
Poi quasi un anno dopo, bloccata a casa con il raffreddore e niente da leggere, alla ricerca di qualche salvagente per l'anima nella mia libreria mi è ricapitato in mano il vecchio Mordecai. La svolta. I libri sono amanti pazienti: non chiedono nulla e, se non siamo pronti a una relazione seria, rimangono ad aspettarci, a volte per tutta la nostra vita. Barney mi ha aspettata e l'ho letto di un fiato, fino a quando ormai gli occhi mi bruciavano. Ricordo ancora la felicità e la malinconia provata quando ho richiuso il libro alle 4 di notte, il cuore a mille e la testa febbricitante quando ho spento la luce e mi sono infilata sotto le coperte: il sonno non arrivava, nonostante la stanchezza e continuavo a rigirarmi nel letto; davvero avevo passato un anno, un anno intero della mia vita!, senza degnare di un solo sguardo questo piccolo scrigno di emozioni?


Quello stato di paradisiaco delirio, quelle emozioni, sono tornati di colpo oggi, partendo da una replica di una partita di snooker, seguendo le tortuose strade che i pensieri percorrono nella mia mente.
Quando sono tornata a casa dopo il lavoro, avevo già in mente un fantastico programma per la serata: birra, pigiamone, divano e "La versione di Barney". Con la mente già pregustavo la lattina di London Pride che avevo in frigo, ma quando sono arrivata a casa e ho guardato la libreria, la desolazione e una vaga sensazione di panico si sono impadronite di me: mi sono rivista, un anno fa, a imballare scatoloni da portare in cantina, con i libri che avevo deciso di lasciare in Italia.
Indovinate dove si trova in questo momento la versione mia e di Barney?
Esatto, in uno scatolone, nella cantina dei miei. Per fortuna la biblioteca apre alle nove.

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