Saturday, 14 June 2008

363

Quattro anni fa, un lunedì mattina di marzo, misi piede per la prima volta in una ex-conceria, riconvertita a ufficio per una multinazionale statunitense. Il piano era semplice: lavorarci per tre mesi e nel frattempo rimettere in carreggiata la mia vita.
Non ero al massimo della forma: ogni giorno mi alzavo, esistevo e andavo a dormire, ma non vivevo, perché ero completamente prosciugata nell’animo. Avevo bisogno di tempo per ricaricare le batterie e i tre mesi in MammaMoto facevano giusto al caso mio.
Tre mesi dopo, la mia vita era nuovamente in carreggiata in effetti: solo che per una serie di piccoli errori di calcolo, ero finita in una carreggiata completamente diversa da quella su cui volevo ritornare. Capita a tutti ogni tanto, no?
Non una carreggiata facile. In certi momenti, mi è sembrato di essere sulla Salerno-Reggio in agosto, con un cantiere chiuso ma ingombrante dell’Anas, pazzi al volante e tante buche.
La cosa bella però è che una volta superati i cantieri, la carreggiata si è allargata, l’asfalto è migliorato e non ho trovato caselli davanti a me.
A volte mi capita di giocare a “e se”. E se non avessi accettato la borsa di studio per la Cina? E se fossi finita alla Beida invece che alla Tsinghua?
E se non avessi accettato quell’invito per il cinema? E se non avessi cercato un nuovo lavoro?
Potrei continuare così per righe e righe, le mie dita e i miei pensieri sono alimentati dal sidro (faccio i 100 "se" alla pinta, e di pinte ne ho fatte fuori due stasera), ma non lo farò: penso invece che metterò su un LP di James Taylor, mi farò un tè con il latte e penserò a questo mio primo anno in Inghilterra.
Ebbene sì! Ho quasi fatto un anno di permanenza in questo paese. Spegnerò la mia prima candelina lunedì prossimo, il 16 giugno.

Tempo di bilanci, dunque.
Sì, lo so, lo so: sarebbe meglio fare un bel post di bilancio annuale lunedì, ma “
i know my chicken”
e so già che lunedì me ne dimenticherò, quindi tanto vale portarmi avanti nel lavoro.
E' passato un anno? Di già? Ma com'è possibile?!? Mi sembra ieri che arrivavo a Gatwick e venivo accolta dalla pioggia.
E invece no, non era ieri ma trecentosessantatrè giorni fa.
Controllo brevemente fuori dalla finestra e indovinate un po'?! Piove! Toh, che novità! :-D
Strano ma mi sono abituata alla pioggia: ormai viaggio con l'ombrello in borsa, ma il più delle volte non lo uso, perché mi sembra non piova "abbastanza".
Mi sono abituata all'ufficio, ai suoi ritmi e alla sua filosofia. Non mi sembra più assurdo che il mio capo non mi urli in testa e/o insulti: la prima volta che mi ha ringraziato mi è venuto un colpo, la prima volta in cui si è scusato per non avermi dato abbastanza tempo per finire un lavoro ho temuto di essere finita in un universo parallelo.
Se prima mi sembrava normale che il treno fosse in ritardo, ora vado in crisi, se per qualche oscuro motivo il treno arriva due minuti più tardi.
Due settimane fa, a Torino, sono stata quasi colta da una crisi di nervi in banca: ho dovuto fare la fila! Argh! Un solo sportello aperto, ma stiamo scherzando!?!
Non vi starò a ripetere quanto sia buono il tè con il latte, ma ricordatevi che sta bene con tutto, pure il kebab... Parlo per esperienza. Non l’ho ancora provato con il fish & chips, ma magari la prossima volta che mi fermo al Rock’n’Soile Plaice, un pensierino ce lo faccio.
Sopra ogni cosa sono felice perché in questo anno sono cresciuta, forse sono pure migliorata; ho visto tanti posti stupendi e conosciuto tante persone fantastiche: nuove storie da scoprire, nuove facce a cui affezionarmi.
Però questa sera, oltre che alle belle cose che ho trovato qua, penso a tutte le cose che ho lasciato alle spalle.
Mi manca il gelato di Grom e il nero d'Avola.
Mi manca vedere crescere mia nipote, fotografa in erba; mi mancano le cene a casa dei miei, con mia mamma che proclama che sì, quest'anno la talpa maledetta che occupa il nostro orto verrà definitamente sterminata e non ci mangerà tutte le verdure; e con mio padre che ride sotto i baffi, perché già sa che quando arriverà il momento di raccogliere le carote saranno mezze mangiate dall'intera famiglia della talpa maledetta.
Mi manca leggere l'oroscopo di City alla pausa caffè del mattino e mi mancano gli aperitivi al Quadrilatero.

Mi mancano gli amici, mi mancate voi.

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