Wednesday, 23 July 2008

golf, chef assassini e conduttori d'orchestra

Ci sono alcune cose che non cambiano, a qualunque latitudine mi trovi. Il che è un bene, perché è confortante avere dei punti fermi nella vita.
Con l’arrivo dell’estate, perché sì, arriva anche da queste parti (non solo! Sembra sia fermamente intenzionata a farmi compagnia per le prossime settimane), mi piace sapere che i punti fermi sono ancora lì dove li avevo lasciati.


La gente va in ferie e torna più abbronzata di me.
La gente non va in ferie e torna più abbronzata di me.


I Birkenstock rimangono i sandali più comodi che una persona possa mai immaginare.


La programmazione della TV in estate è sempre la stessa, al limite dell’orrido.
Mentre ero ferie a Torino, ho fatto in tempo a vedere uno di quei film di serie zeta catastrofici, accorgermi che davano le repliche di Forum e che canale5 aveva ripreso la programmazione di tutti i film di Rosamunde Pilcher.


Non che in Inghilterra le cose siano così diverse. Niente Rosamunde, ma tanti film vecchi, nulla oltre il 1970 credo. Ah, ovviamente la signora Fletcher regna sovrana.
I punti più alti della programmazione sono forse “Bonekickers” e “Marco’s Great British Feast”.
Bonekickers, ovvero l’archeologia al limite del ridicolo (anche se non credo sia lo slogan scelto dalla BBC) è una serie televisiva che narra delle avventure di un gruppo di archeologi: uno dei protagonisti si chiama Dolly Parton e ha un cappello alla Indiana Jones; scavano buche e puliscono anfore romane con uno spazzolino da denti, e i dialoghi... beh i dialoghi sono un’offesa all’intelletto il più delle volte. Gli sceneggiatori hanno trattato la storia e l’archeologia un po’ come i politici italiani trattano la cosa pubblica.
“Marco’s Great British Feast” invece è un programma di cucina che segue i tentativi di Marco Pierre White (più uno psicopatico che uno chef) di ricreare un banchetto con piatti tipicamente inglesi. Ora, a me piace il coniglio e non mi sono mai fatta troppi problemi quando da piccola in campagna vedevo mia nonna o mia zia tirare il collo alle galline, però, vedere quest’uomo imbracciare una carabina e prendere la mira con un ghigno maniacale e far fuori un coniglio, mi innervosisce: non so bene perché, ma credo potrebbe fare la stessa cosa con un cliente che si è lamentato troppo.


E che dire di un giorno intero con un canale BBC bloccato sull’Open di golf? Non trovo le parole per descrivere lo stato di noia in cui precipito alla sola idea che qualcosa di simile possa ripetersi a breve.
Tuttavia, ogni tanto, ci sono delle piccole grandi gemme. "The Culture Show" continua a essere uno dei miei appuntamenti preferiti. Senza dimeticare i BBC Proms: venerdì ho visto la serata d’inaugurazione, penso mi guarderò le prossime trasmissioni e, con un po’ di fortuna, riuscirò a procurarmi un biglietto per la serata Gershwin.
Avevo già visto i concerti l’anno scorso ed ero rimasta senza parole, non solo per il livello dei concerti trasmessi, ma anche per il semplice fatto che i concerti venissero trasmessi in prima serata! E’ raro vedere un concerto in prima serata in Italia, pressoché impossibile pensare a un’intera stagione concertistica di 8 settimane! Eppure la gente segue le trasmissioni sui Proms. Sono gli inglesi ad essere così diversi dagli italiani? O è la TV italiana che tratta i suoi telespettatori come dei caproni a cui non può interessare nulla che non sia scoprire i nomi delle prossime veline?

No comments:

Post a Comment