Sunday, 20 July 2008

a stroll in the park

Non ho voglia di scrivere un post con chissà quale profondo significato. In primo luogo perché non sono così convinta di essere in grado di farlo.
Inoltre, di tutti i giorni in cui decidessi di farlo, oggi non sarebbe il giorno migliore, visto che non ho ho fatto nulla che possa fornirmi spunti di riflessione.
Anzi non ho fatto nulla in generale.
Assolutamente nulla.
Beh, nulla tranne fare colazione a letto, rileggere un po' di Jane Austen, guardarmi una replica di "TopGear", e fare un bell'impacco di ghiaccio alla caviglia sinistra, che urlava vendetta e minacciava pesanti ritorsioni.


Sabato scorso, mentre aspettavo la mia valigia a Gatwick, un ragazzino non ha trovato nulla di meglio da fare che recuperare la sua valigia dal rullo bagagli e appoggiarla poco delicatamente sulla mia caviglia.
Risultato? Credo che il ragazzino abbia imparato qualche insulto nuovo (ooops!), ma in più di una lingua (per gentile concessione di Virgieducational). Io mi sono ritrovata con una caviglia grande come un melone. Perfetto, di tutte i giorni in cui posso farmi male, cosa non così difficile conoscendo il mio livello di goffaggine e imbranataggine, non potevo scegliere un momento migliore! A una settimana dalla Race for Life!


Una settimana di Lasonil, impacchi e tutore hanno aiutato. Ieri mattina, ho preparato tutto l'occorrente: maglietta ok, pantaloni ci sono, pettorina pure, calzini ci sono, scarpe... scarpe! mi sembrava di aver scordato qualcosa!

ready to go


Dopo un secondo e terzo controllo alla borsa, ho recuperato le chiavi di casa e via verso Londra: appuntamento con Benny, Reeya & Co. a Regent's Park per la corsa!
Non sono sicura sulle cifre, quindi non so quante donne abbiano preso parte alla corsa, ma mi sembra che la pettorina con il numero più alto che ho visto era un 4000 e qualcosa.
Sembrava dovesse far temporale fino a cinque minuti prima dell'inizio e poi, nella migliore delle tradizioni, il tempo inglese ha cambiato idea e no, niente pioggia ma un bel sole cocente. Ma chi sono io per lamentarmi?
Recuperata un po' di crema solare, attaccata la pettorina ed eccomi qua, pronta alla corsa!

La Race for Life è stata divertente: c'era gente di ogni tipo, donne di ogni età, chi camminava e chi correva, interi gruppi che arrivavano con le magliette uguali, mamme con bambine, amiche, mogli con il marito a lato strada a fare il tifo... tante storie diverse, ma pur uguali, tante vite toccate e cambiate dal cancro





Non so se in Italia sarebbe stato possibile organizzare un evento simile: tutte queste ragazze in rosa, con ali d'angelo, le facce dipinte e così via, probabilmente avrebbero fatto sorridere o ridere solamente, come qualcosa di ridicolo. Probabilmente un evento di beneficenza avrebbe avuto dei connotati più seri.
E probabilmente non ci avrei preso parte. Quello che mi è piaciuto di più della Race for Life è stato per l'appunto il clima.
E' un modo per ricordare chi non ce l'ha fatta e chi invece il cancro l'ha battuto: c'è gioia, ottimismo, voglia di guardare al futuro e al passato con un bel sorriso stampato in faccia. E' una festa per la vita.
Ovvio che alla fine non si possa non sentirsi un po' orgogliose per aver partecipato alla corsa.
I raced for life.
In 32'58". Ancora un impacco di ghiaccio e poi vado a dormire.




P.S. un grazie a Benny: visto che lei aveva deciso di camminare e non correre la "Race for Life", le ho lasciato la macchina fotografica in custodia. Buona parte delle foto di questo post sono sue.


P.S.2 come diceva il sig. Mantoni, non finisce qui! Prossimo appuntamento la 10 km a Hampton Court! E questa volta mi darò anche da fare come si deve con la mia pagina di

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