Sunday, 31 August 2008

On the Scots road I

Non è un problema aver finito le ferie estive.
Non è un problema avere la certezza di nemmeno un giorno di vacanza o festività da qui fino a Natale.
Non è un problema tornare al lavoro con la certezza che la pila di pratiche da sbrigare non è destinata a diminuire, ma casomai ad aumentare in maniera esponenziale.
Il problema è un altro: in questi ultimi giorni sono stata colta da attacchi violenti di nostalgia glasgowegeniana (o glasgowegeniese?). Guardo le foto, i biglietti del treno e dei musei, e mi viene voglia di mollare tutto e trasferirmi armi e bagagli in Scozia: qualcosa che scrivo tranquillamente qua, perché so che i miei genitori non leggono il blog. Loro vorrebbero mi riavvicinassi all'Italia e io sono qua a meditare e sognare un ulteriore allontanamento!
Come mi è già capitato di dire fra un sospiro e l'altro, il problema è che ho inavvertitamente scordato di riportare il mio cuore indietro, ma l'ho dimenticato su, da qualche parte lungo la via che da Arrochar porta a Dumfries, passando per Glasgow. Mi consola il fatto che è la scusa migliore per ritornarci, non posso certo mandare qualcun altro a recuperarmelo!


So che siete tutti "svici", quindi avrete capito da un bel po' che il viaggio in Scozia è andato molto bene, meglio di quanto osassi sperare!


Il tempo è stato clemente. Nei giorni precedenti la partenza, la mia fissazione con i siti di previsioni del tempo aveva ormai raggiunto dei livelli pericolosamente vicini all'ossessione, soprattutto con Metcheck, che fornisce le previsioni per i 5 giorni successivi divise in fasce orarie: il tasto F5 si è praticamente consumato! Invece quando siamo partite, miracolo! Il sole! Occhiali da sole sul naso e via!, sulla M1 e poi sulla M6, io e Benny abbiamo visto il panorama cambiarci sotto gli occhi, e l'abbiamo visto particolarmente bene verso Manchester dove siamo rimaste imbottigliate in un ingorgo degno dell'autostrada del Sole: un'ora alla velocità massima di 15mph ci ha reso quasi isteriche, anche perché l'autoradio sembrava volersi sintonizzare solo su BBC3 e BBC Classic! A un certo punto l'ingorgo si è smaterializzato, come per magia, e Benny ha abbassato il piede sull'acceleratore mentre io minacciavo l'autoradio di tutte le più cruente ritorsioni conosciute dal genere umano. Purtroppo nemmeno la minaccia di fermarci al primo autogrill per comprare un cd di James Last ha scosso l'autoradio, che ha mantenuto il suo comportamento anarchico, trasmettendo solo ciò che più le aggradava.
Prima tappa: Dumfries, la città dove visse Robert Burns e... basta! A meno di non essere appassionati di golf ovviamente. Come tutte le città scozzesi, Dumfries è letteralmente circondata, ma io direi anche assediata, da campi da golf. Ci sono negozi di golf, riviste di golf, golf club, minigolf e tantissime delle persone che abbiamo incontrato erano in Scozia per golf-turismo, vale a dire giocano a golf e se avanza tempo fanno pure i turisti.
Il pomeriggio e la serata sono trascorse sotto la pioggia, ma non pesante, no no: quella pioviggine noiosa e fastidiosa che si attacca alle lenti degli occhiali e non se ne va più via. Quella pioggia che non serve il k-way e non basta l'ombrello, tanto, dopo aver pulito le lenti, si rideposita subito sugli occhiali.

drizzle over scotland

E' il problema di tutta l'isola purtroppo: piove, ma piove noioso. Non temporali con lampi che saettano per il cielo e tuoni che fanno tremare il bancone del pub. No, pioggerella noiosa che appiattisce le fotografie e spegne i colori. Pioggia fastidiosa ma non del tutto inutile. Perché tutta questa pioggia prima o poi va via e quando succede, meraviglia! Sembra di essere caduti in un paradosso spazio-temporale: non può essere lo stesso posto e di sicuro non può essere lo stesso periodo! Vai a dormire in una città per poi risvegliarti in un'altra con lo stesso nome di quella della sera prima. Magia, ecco cos'è! Altrimenti come spiegare il fatto che quando siamo andate a dormire, Dumfries si presentava in queste condizioni:

e nel giro di dodici ore aveva letteralmente cambiato pelle?
postcard from dumfries
Tutto considerato abbiamo avuto la nostra razione di pioggia, ma non mi lamento. I miei colleghi ancora non ci vogliono credere, ma davvero il sole splendeva e non faceva freddo!
Gran parte del tempo l'abbiamo passato in giro per parchi nazionali, foreste e spiagge: tanto verde, bellissime camminate, laghi e colline; paesaggi rurali, marini e montani nel giro di pochissime miglia, non sapevamo mai cosa ci aspettava una volta girato l'angolo.
Ad esempio, cosa ci attendeva dopo questa curva, cosa avremmo trovato una volta fosse scattato il verde del semaforo?
Se la memoria non mi inganna, abbiamo trovato questo:

segnaletica



Ovviamente abbiamo rallentato: non credo che l'idea del "bring-your-own" si estenda pure all'agnello!

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