Sunday, 7 September 2008

On the Scots road II

Al rientro a casa, posati i piedi sula bilancia ho scoperto che, su e giù perle strade della Scozia, fra una pausa in una sala da tè e un ristorante, hopreso due kg. Nulla di preoccupante visto e considerato che i pantaloni ancora riuscivo a chiuderli.
Li ho praticamente già persi tutti, anche se amo pensare di non averli persi. O meglio, voglio credere di aver perso altri due chili, non quelli che ho messo su in Scozia. Il fatto è che vedo quei due chiletti come un souvenir che potrò portare con me ovunque vada. Un gustoso e saporito souvenir.

Una volta che si riesce a tenersi alla larga dall'haggis (che viene venduto pure in scatoletta stile simmental), la rimanente gastronomia scozzese è davvero ottima. Il viaggio è stato costellato da interessanti scoperte.
A Troon ho trovato quello che è a tutt'oggi il miglior fish & chips che abbia mangiato finora: tanto merluzzo e la quantità giusta di pastella, i mushy peas erano da leccarsi i baffi e tante, tante patatine da irrorare a volontà con l'aceto di malto e salare come si deve (perché, che ne dica Benny, è per me ormai l'unico modo di mangiare le patatine).


Ci siamo trattate bene anche quando si trattava di tea room. L'afternoon tea è una tradizione che non ho avuto alcun problema ad accettare, abbracciare e fare mia. A Glasgow tappa obbligata era la Willows Tearoom progettata da Mackintosh.


Tea time


Per quanto affollata, ne è valsa la pena: innanzitutto per il design, Mackintosh aveva curato la creazione di tutta la tearoom, dalle tazze alle sedie, passando per la zuccheriera. In quanto al cibo, beh... avrei dovuto fare una foto al vassoio prima di iniziare a mangiare, perché era davvero sontuoso. Me ne sono ricordata un po' tardi, lo ammetto:

Fra le delizie che ci siamo spazzolate allegramente ed erano nei due piattini ora vuoti, credo ricorderò a lungo il tramezzino al salmone. Non aveva due fettine di salmone affumicato, no no, erano più due tranci!


Il secondo (paradisiaco) incontro con una tearoom si è svolto sulle sponde di Loch Lomond, nel piccolo villaggio di Luss, che ospita il "Coach House Coffee Shop". Due cose sono rimaste impresse nella mia mente di questo luogo. Partiamo dalle teiere: popolano ancora i miei incubi la notte.
Ma se non si deve giudicare un libro dalla sua copertina, men che meno si deve basare la propria opinione di una sala da tè sul modello di teiera utilizzato! Infatti, non ho solo incubi, sogno pure: sogni paradisiaci in cui sono di nuovo seduta, anzi stravaccata, sul divano della sala da te, davanti al camino, e davanti a me ho di nuovo una generosa porzione della migliore apple pie con abbondante dose di gelato alla crema che abbia mai mangiato. Ecco, solo a scriverne, un riflesso pavloviano mi coglie e mi chiedo se il coffe shop consegni torte anche nella zona di Londra.


Ma non si può solo bere tè, perché troppa teina fa male al corpo umano. Per questo motivo, nonostante qualche "piccolo" problema con il sat-nav e l'A82, abbiamo deciso di fare tappa alla distilleria dell'Auchentoshan.
Il whisky non mi è mai piaciuto molto ma, visto che il ritorno da ogni viaggio porta con se piccoli e grandi cambiamenti, ora la mia opinione è cambiata, in maniera abbastanza radicale aggiungerei.
Sarà stato il profumo che circondava tutta la distilleria, l'entusiasmo della nostra guida (di cui, come mio solito, ho scordato il nome due nanosecondi dopo che si era presentata, ma che amo pensare si chiamasse Ashley), oppure più semplicemente i miei gusti sono cambiati? Non so, ma posso dire di aver apprezzato degustazione alla fine del tour e, complice una piccola pausa al negozio della distilleria, sono sicura di potere apprezzare altre degustazioni nei mesi a venire! :D

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