Tuesday, 4 November 2008

vite in scatola

La proverbiale scatola di cartone non l'ho mai dovuta riempire. Ogni volta che me ne sono andata da un ufficio, è stato un commiato dolce e malinconico, condito da un po' di tristezza al pensare ai ricordi che mi portavo dietro e di aspettativa per ciò che mi attendeva.
Quando sono stata licenziata, non ho avuto bisogno di alcuna scatola, perché tanto non l'avrei nemeno riempita per un terzo.
Me ne sono andata senza fare rumore, in punta di piedi. Non ho mai svuotato le scarpe dei proverbiali sassolini, anche se ne quando per l'ultima volta ho varcato la porta dell'ex-Cir avevo dei magigni incastrati nelle scarpe.
Non so bene come esprimere quello che sento dentro.
3 anni, 2 mesi e 2 settimane.
Questo è il tempo che ho trascorso in un ufficio che già da un po' di tempo rivive nella mia forma originale solo nei ricordi e che a breve lo diventerà per davvero.
3 anni, 2 mesi e 2 settimane al quarto piano dell'ex-Cir, sede della Motorola. Raramente l'abbiamo chiamata con il suo vero nome, giusto ragazzi? Motosola, Mitorola, il più delle volte Mammamoto: Giuse, Marco e Nadietta nella mia stessa isola di scrivanie. Scherzi a non finire ad Antonio, viaggi e ritardi (ma perché sempre dal CdG dovevo passare?), i pranzi al bar di Irene (ah che finezza! Sembrava di stare in una scuola di bon ton), pause a base degli orrendi caffé della macchinetta e comparazione oroscopi dei giornali gratuiti.
3 anni, 2 mesi e 2 settimane. Sono cambiata tantissimo, merito il più delle volte delle persone che ho incontrato in Motorola Torino (a volte pure per colpa, ma tutto serve a crescere) e una parte di me continua a sperare che altra gente possa continuare a a lavorare, ridere, fare amicizia, litigare, cambiare, crescere, vivere insomma grazie a quell'ufficio.
Anche se quasi impossibile, spero che le proverbiali scatole di cartone, tanto care alle multinazionali americane (e non solo), rimangano vuote.

No comments:

Post a Comment