Friday, 2 January 2009

La macchina del capo

A dover credere a certi detti, mi attende un anno febbrile e non in tutti i sensi, solo in quello più letterale del termine.
Ho deciso di essere ottimista, almeno per ora e quindi voglio piuttosto credere che mi aspetta un 2009 ricco di grande teatro e di ottima televisione (italiana) di qualità.
Lo so che televisione e qualità sono termini spesso ossimori, ma non è un effetto delle bevute di questi giorni! E no, ho preso delle compresse di tachipirina e non di caipirina.
Ieri in prima serata, in diretta e senza stacchi pubblicitari è andata in onda "La macchina del capo". Io per Marco Paolini ho dei pregiudizi, cioè parto già con il pregiudizio che mi piacerà.
E Paolini non mi ha mai deluso: nel suo teatro, nel suo modo di raccontare, scrivere e vivere il teatro c'è tanta passione e coscienza, che non si può non rimanerne affascinati e incantati. Lui è il pifferaio magico delle emozioni: inizia a raccontare una storia e forse sono ancora su una sedia nel tinello della casa dei miei genitori, ma il mio cuore è altrove, trasportato dalle sue parole, dalla sua voce, dai suoi occhi. Ieri mi ha prima fatto fare un giro fino a una stazione dei treni e con lui mi sono seduta vicino a un uomo con una bicicletta. E dopo via a inseguire i ricordi dell'infanzia, sulla macchina del capo, che ha un buco nella gomma ma poco importa, visto che va a poesia.
Sono andata a dormire felice (anche se leggermente stordita dalle medicine) e prima di addormentarmi, in quei pochi minuti di confusione del dormiveglia mi sono ricordata di tante cose di quando ero piccola: che odiavo il das ma amavo il pongo (anche perché il pongo ha un sapore più buono... mai corso il rischio di essere rachitica, io); che la spiaggia aveva lo stesso odore del mio abbronzante e che mi chiedevo sempre come fosse possibile, visto che non usavo sempre la stessa crema; che la Girella era più buona del Tegolino, nonostante il piccolo mugnaio ci mettesse tanto amore a fare i tegolini per Clementina; e che la mia biglia aveva Saronni ed era rossa.

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