Friday, 30 January 2009

Post sconclusionato

I segni sono molto più visibili se si è predisposti a vederli, l'autosuggestione sia ben più potente del destino.
Funziona così anche con l'oroscopo, giusto?
"Abbi fede, cancerina, questa settimana troverai l'amore della tua vita". Ovvio che, se conosci qualcuno, subito pensi che sia l'amore della tua vita. Sempre che tu sia del segno del cancro: se invece sei nata sotto il segno dei pesci, corri e non avere paura, ma non adeguarti ai segni altrui.
"Un fastidio al ginocchio si ripresenta per i nati della prima decade dei gemelli" e toh, ecco una serie di persone notoriamente bipolari zoppicare per strada, anche se non hanno mai avuto male alle ginocchia in vita loro.


Non è vero ma ci credo: tutti sono scettici, tutti ridono, ma poi tutti sono pronti a paragonare gli eventi della propria vita con questi "segni".
Tutto ciò che immagazziniamo prima o poi si ripresenta in una serie concatenata di elementi, ed è esattamente ciò che mi è capitato in questi ultimi giorni


A inizio settimana stavo leggendo "Sticky Minds", il sito internet dedicato al software testing.
Sì, mi tengo aggiornata: controllo i siti e leggo riviste di settore, e con ciò? Se i dottori leggono "Blood(y) vessels today", se i dentisti si abbonano a "Capsule di saggezza", non c'è di che stupirsi se i tester si dedichino a "Sticky Minds".
Uno degli articoli portava la firma di Danny R. Faught, "
Testers from another planet
" e parlava di come la sindrome di Asperger influenzi la sua vita lavorativa.
Alla fine dell'articolo c'erano una serie di collegamenti, fra cui un test per capire quante possibilità ci siano di essere affetti da questa sindrome.
Beh, tanto per passare un po' di tempo, decido di fare il questionario: ho risposto alle domande in maniera onesta, premuto il tasto invio e sono andata a farmi un caffè. Torno con la mia tazzina di oro nero corretto alla grappa. Mi siedo. Mi strozzo.


A quanto pare ho tratti tipici della sindrome di Asperger e neurotipici (non autistici) compresi fra media e ben sopra la media! Non sono rain woman, ma poco ci manca!
Ok, è solo un test, un po' come "scopri la tua affinità con George Clooney" su Grazia, in più per diagnosticare una sindrome simile ci vuole ben altro che un test da 150 domande. Lo so benissimo, ok?
Eppure, o forse proprio per questo motivo, dieci minuti dopo stavo raccogliendo tutte le informazioni possibili su internet e ricontrollavo il questionario... Com'è possibile che queste risposte denotino qualcosa di "anormale"? Ora non voglio impelagarmi in un discorso che cerchi di delimitare e definire la normalità. L'aggettivo "normale" ricorre troppe volte nelle interviste ai conoscenti di maniaci e assassini per essere di valore assoluto. Sta di fatto che in questi ultimi giorni ho passato in rassegna tutti i miei comportamenti e stressato Iva e Beth a non finire, chiedendo costantemente se anche loro facevano o dicevano certe cose.


Oggi mi sembrava di essere leggermente in ripresa: troppo lavoro da fare per poter pensare alla mia anormalità. Decido di prendere un caffè, perché sono stanca e stufa di stare alla scrivania: scendo in caffetteria con Jaime e Robert, iniziamo a parlare della crisi economica e della recessione che ha colpito la Gran Bretagna e il resto del mondo. Le prospettive non sono rosee in nessun settore o paese e quando ci incontriamo finiamo sempre per parlarne un po', per esorcizzarla, per cercare di sfogarci e trovare un appoggio o del coraggio extra negli altri. Ci sediamo ai divanetti con le nostre bevande al gusto di caffè, parlando della crescita che non c'è, dei negozi che chiudono, della sterlina che è sempre più debole, del fatto che gli inglesi parlano sempre più degli stranieri come di quelli che arrivano qua per rubare il lavoro agli indigeni (e io che pensavo emigrassimo tutti attratti dal clima favorevole e dal calore delle persone!).
"Su, su, dobbiamo farci coraggio" è la perla di saggezza di Robert. L'ultima del pomeriggio, perché abbiamo passato il resto della pausa a ridere come dementi... nel momento in cui Robert pronunciava queste parole, infatti, i nostri sguardi sono caduti sui due giornali sul tavolino:
E questo è tutto ciò che ho da dire su questo argomento. E' vero e ci credo. E la palestra mi attende.

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