Tuesday, 17 February 2009

tutto ciò che torna

Certe cose finiscono per passare di mente. Le diamo per scontate, sappiamo che ci sono, le riteniamo eterne e con il tempo, gli impegni di tutti i giorni, lo stress è possibile anche dimenticarle. Salvo poi rimanere stupiti, nel bene e nel male, quando si ripresentano in forme molteplici e con effetti differenti.
La cosa divertente (in mancanza di un aggettivo più idoneo: ultimamente ho un po' di difficoltà a trovare le parole giuste) è come con effetti diversi diverse cose abbiano rifatto capolino nella mia vita negli ultimi giorni.
Ad esempio, è riapparsa una sensazione di fastidio mal celato ma diffuso quando, toh! pensavo di averla sfangata e invece è tornato! Il festival di Sanremo, intendo, e la sua ovvia (sic!) conseguenza, i giornalisti italiani interessati solo a quello. Il festival mi da meno fastidio di quando stavo in Italia, ma ciò non toglie che non potrò controllare un sito di un qualsiasi quotidiano italiano nei prossimi giorni senza una canonica dose di articoli, articolini e artico-già-letti-l'anno-scorso su cantanti vari.
Negli ultimi giorni ho dovuto soprattutto ricordare quanto certi sentimenti siano fragili e i legami mai letteralmente eterni come amiamo immaginarli: ho appena finito di vedere "
". Delicato, commovente e intelligente, recitato da un ottimo cast, è un film che mi ha fatto rimpiangere anche quei soli 60 minuti di differenza che mi hanno fatto desistere dal chiamare casa: dormono già tutti, ma non è mai troppo presto o troppo tardi per dire certe cose alle persone che amiamo.
Eppure la cornetta non la sollevo: per ritrosia, paura o per chissà quale altra stupida e vacua giustificazione. Forse perché sono esattamente come mio padre e il suo lato della famiglia da questo punto di vista: c'è una specie di embargo sulla manifestazione dei sentimenti. Certe emozioni non vanno dette ma dimostrate, con i fatti, non a parole.

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