Monday, 27 April 2009

Faccia libro? no, grazie

Due anni fa, appena arrivata in Inghilterra, tutti a chiedermi: "Are you on facebook?"
E io: "Facebook? Is it something I can eat?!?!"
L'idea che io ignorassi della presenza nel mondo virtuale e reale di facebook e che in tale ignoranza io ci sguazzassi beata come una papera in uno stagno, era così sconvolgente che nel giro di due settimane ricevetti una trentina di inviti dai vari colleghi.

Mi sono iscritta ma non riusciva mica a piacermi, faccialibro. Troppe cazzabubbole, troppe applicazioni inutili, troppo fancazzismo, ma soprattutto un enorme dubbio iniziava a farsi strada nella mia mente: e se questa fosse solo fuffa che nasconde il nulla delle relazioni moderne?
Cos'è questo fiorire di amici?
Reincontrare gli amici del liceo?!?! Cazzate! Se non sono rimasta in contatto un motivo ce l'avrò pure avuto, non trovate?
Per non parlare dei colleghi che mi aggiungevano su faccialibro ma al lavoro non mi dicevano nemmeno "ciao".
Quando faccialibro è arrivato pure in Italia è stata la fine: un fiorire di inviti, gruppi di vario genere e applicazioni inutili.
Al mattino finivo per passare cinque minuti buoni a scremare la mail personale.

Le domande si facevano sempre più pressanti nella mia testa e così mi sono detta: "Faccialibro, mi hai provocato? E io mò me cancello!"

Mi sono cancellata. E non se n'è accorto nessuno. No, non
è andata proprio così, due o tre persone se ne sono accorte, ma per il resto silenzio su tutta la linea.
Non mi sono più reiscritta a facebook, no no no e ancora no, non ho alcuna intenzione intenzione di farlo.
Per quanto una chiamata internazionale possa risultare costosa, ci sono mille altri modi per restare in contatto: chat, mail, telefonate via internet, sms, le vecchie e care lettere di carta.

Certo che è più comodo scrivere su facebook! Non lo nego: è più comodo, più veloce, ma anche più triste. Perché il tuo stato, la tua nuova foto, l'ultima novità del lavoro o della sfera privata l'affidi a un mare di bit, che raggiunga tutti allo stesso modo, io, come il compagno dell'asilo che non ti ricordi nemmeno più, ma tanto vi siete ritrovati su facebook. Mi sento un po' messa in disparte, e a volte anche ferita, quando la gente mi dice di reiscrivermi perché è più comodo.

Le amicizie non sono comode. Sono belle.
Come la rosa del Piccolo Principe sono anche difficili.
Come la rosa del Piccolo Principe sono uniche.
All'immediatezza del messaggio sulla bacheca, della super-applicazione fuffavaria e degli aggiornamenti dei messaggi di stato, io preferisco il colore del grano.

E se proprio devo, allora, a quello su internet, preferisco il faccialibro scattato da Antonio.

1 comment:

  1. ...anche la mia cancellazione è prossima...e il tuo blog che mi piace sempre da matti mi ha convinto che è proprio un passo da fare.. :-)
    grazie x la citazione ;-) eh eh eh...
    cmq i libri e la vita (persone da incontrare) non potranno mai essere battuti sui tempi lunghi da una piattaforma del genere....

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