Monday, 27 April 2009

Pensieri sparsi

La prossima Race for Life si avvicina abbastanza velocemente e ha fatto bello durante tutto il weekend. Il minimo che potessi fare era infilarmi le scarpe da corsa e via! una bella sessione di allenamento.
Mi piace correre lungo il Tamigi, specie la domenica mattina. Taglio per le strade laterali di Surbiton, oltrepasso la chiesa di St. Marks, attraverso Porthsmouth Road e sono arrivata sul Queen's Promenade, la camminata si abbassa e basta quel metro per allontanare i rumori della strada.


Mi piace correre perché smetto di pensare: sono concentrata sulle gambe e il ritmo della corsa, devo fare attenzione a evitare il cane senza guinzaglio che sembra stia venendo nella mia direzione, anzi no, mi sta proprio correndo addosso; inspiro e guardo il cielo, butto fuori l'aria pronunciando un hello strozzato a un altro corridore della domenica che procede verso di me.


Forse è più corretto dire che non smetto di pensare, ma smetto di accorgermi che sto pensando, perché non si può smettere di pensare del tutto. Sono pensieri più corti, perché correre assorbe buona parte delle mie già scarse energie mentali. Anche ieri ho avuto la mia serie di pensieri bonsai, mentre passavo uno spazzino che raccoglieva gli ultimi resti del sabato sera e i camerieri preparavano tavoli e sedie per il Sunday roast.


Ho pensato che questa parte del lungo Tamigi sarà la cosa che più mi mancherà di Surbiton, ogni suo angolo è speciale e unico, dagli squatters accampati al Ravens Ait, alla gente che porta il pane scaduto a cigni e papere, le sedie colorate del Riverside Cafè.
Poi, non so come, da lì sia finita a pensare a Rebellin, lui che sembra correre da sempre, forse perché è proprio così, lui che con quella occhi tristi da italiano non in gita continua a macinare chilometri e vittorie nelle grandi classiche da un giorno.
E saltando di piola in fiasco, hic!, ma non è che la BBC, tanto per risparmiare sui costi, ha licenziato i meteorologi e assunto Sbirulino ad occuparsi delle previsioni del tempo.
Non ho chiarito molto le idee riguardo ai miei problemi e dubbi, alle scelte che dovrei prendere, tutte quelle cose che non mi fanno dormire fino a tardi e che mi fanno aprire gli occhi troppo presto. In compenso mi è tornato alla mente quel verso di Pope "Fair Thames, flow gently" che è inciso su una delle panchine e l'ho ripetuto sulle note di "Times wait for no one": il Tamigi scorre imperterrito e con lui anche il tempo vola via e io con loro. Non ci si può fermare ma si può sempre provare a cambiare direzione, ammesso se ne abbia il coraggio. Quindi la domanda a cui rispondere ora è, ma io, questo coraggio, ce l'ho, nascosto in fondo in fondo?

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