Saturday, 4 April 2009

Zucchine a colazione

Da bambina, mi avessero chiesto quale cibo proprio non mi piaceva, non avrei avuto dubbi: i cossòt, vale a dire le zucchine.
Peggio che i cavoletti di Bruxelles, più repellente del fegato. Zucchine?!? Vade retro, Satana!!!
Poverine, la colpa non è nemmeno loro, che va divisa fra mio nonno e il bel tempo, con l'ausilio di mamma.
Mio nonno ha sempre coltivato l'orto, e fra le varie verdure c'erano sempre i suoi amati "cossòt".
Per una serie di anni, i primi delle elementari, complice un tempo stupendo, l'orto di nonno si era trasformato in una specie di foresta amazzonica di zucchine. Ovunque mi girassi, zucchine a perdita d'occhio.
Ora, nonno Eugenio era di suo una buona forchetta, ma c'era un limite comunque al numero di pasti che riusciva a fare in un giorno. Così ogni giorno arrivava a casa nostra un bel "cabaciot" di zucchine. Mamma ovviamente non se la sentiva di buttarli via e, non avendo il freezer, non rimaneva che una soluzione: mangiare zucchine.
Avete presente quando Bubba spiega a Forrest in quanti modi si possono mangiare i gamberi?
Zucchine fritte, zucchine in padella, zucchine lesse, zucchine in carpione, pasta alle zucchine, risotto alle zucchine, passato di zucchine, zucchine ripiene, involtini di zucchine, zucchini e funghi, zucchine al forno, zucchine impanate, zucchine in carrozza, focaccia alle zucchine, e la lista continua. Per tre lunghe, interminabili estati, ogni giorno alla nostra tavola non c'era un angelo ma un bel piatto di zucchine.
E' quindi comprensibile e pure giustificabile un certo mio risentimento per questo rappresentante del mondo vegetale.
Con gli anni, per mia fortuna, il numero di zucchine prodotte dall'orto di nonno si è ridimensionato e con il tempo ho ricominciato a mangiarle, senza provare un pavloviano riflesso di nausea al solo menzionarne il nome.
Tanto che quando ho letto la ricetta per fare il pane alle zucchine, ho deciso di provarla subito.
A tradurlo come pane alle zucchine, "zucchini bread" può richiamare il nostro pane alle olive o il pane alle patate, ma in realtà è un po' pane alle banane o alle carote, pani veloci e dolci, cotti nello stampo per il plumcake e che di solito si usano per colazione. Ho preso una ricetta da internet e l'ho provata.
E ho fallito clamorosamente. Il primo esperimento, più che un plumcake, era una crosta di titanio che conteneva un blob incandescente incuriosita. Via nella pattumiera.
Il secondo esperimento l'ho affrontata in maniera più classica: sono andata in biblioteca, preso due libri di ricette e studiato. Nonostante l'aiuto di Rachel Allen, il risultato non è migliorato di molto: l'allieva Virginia non è che non si impegni, è che è proprio balenga.
Questa volta niente massa magnetica all'interno. Ho bruciato l'esterno e trasformato l'interno in un bel mattone. Via nella pattumiera per la seconda volta.
Un'altra serie di esperimenti hanno visto diminuire il numero di volte che ho sbattuto via il risultato e alla fine mente umana ha trionfato sulla farina 00!
Ho preso un po' da ogni ricetta, aggiunto di mio, mescolato a dovere ed ecco qua il mio pane alle zucchine.
Anzi il pan ai cossòt!
pan ai cossòt
Ingredienti:
2 cossòt grattuggiati
250 gr di farina
100 gr zucchero di canna
2 uova
1 tazzina da caffè di latte
1 tazzina da caffè di olio evo
1/2 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale
scorza e succo di 1/2 limone
(semi di papavero)


Preriscaldare il forno a 180°C.
Mescolare la farina con lo zucchero, il lievito, la vanillina, il bicarbonato e il sale.
Aggiungere, mescolando bene l'olio, il latte, la scorza di limone e il succo e per ultimo le uova e le zucchine.
(Io aggiungo anche i semi di papavero, perché ne vado matta)
Mettere in uno stampo da plumcake e infornare per 50-60 minuti (io faccio la prova dello stecchino per controllare se l'interno è cotto).

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