Saturday, 30 May 2009

We're all made of stars

"Virginia, have you ever read the Bible?"
"Yes, I did. Why?"
"Ah right, it's because you're Italian and Italian are catholics"
"Ehm, yeah, right, no, wrong. I'm Italian but I'm not catholic"
"Oh, so you're protestant"
(starting to feel slightly annoyed as I know what it's about to come)
"No, I'm close to be called an atheist. I belong to no religion and my belief, if it can be called such, is that I don't believe in any form of superior divine force or powerful creator"
"So what do you think it happens when you die?"
(Yep, I knew it, I knew it).




Ormai non ci faccio più troppo caso, anche se in certi momenti il fastidio che provo quando mi trovo ad affrontare certi discorsi è tanto e pure visibile. Non è che l'argomento non sia interessante, anzi, ma la maggior parte delle persone con cui mi sono trovata a parlarne ha sempre assunto un tono saccente e predicatorio, i missionari del 21 secolo venuti a salvarmi dalla dannazione eterna.


I miei genitori sono atei, ma la loro decisione di non battezzare né me né mia sorella non era orientata a fare diventare atea anche me, anche se, in tutta onestà, preferiscono così. Mi hanno fatto crescere libera di interessarmi a qualsiasi religione, esplorarne i testi sacri, e decidere se faceva per me o meno. Alla fine sono arrivata alla conclusione che non riesco a specchiarmi completamente in nessuna di queste, ma non sopporto chi pensa che la mia mancanza di fede mi renda moralmente inferiore. Specialmente se le persone che poi mi fanno certi discorsi sono fedeli per modo di dire, ipocritamente si definiscono cattolici che non si riconoscono nella Chiesa di Roma o nel Papa. Mi spiegate cosa vuole dire??? No, davvero, non ne posso più di quelli che mi dicono sta cosa. Un po' come gli inglesi che credono nella monarchia ma non vogliono che Carlo succeda a Elisabetta II, perché trovano più simpa e caruccio William. Ciccibelli, siete una monarchia. Se volete eleggere il vostro rappresentante, allora vi consiglio calorosamente il modello repubblicano.
Stessa cosa per i cattolici, che non arrivano casti al matrimonio, e d'altronde a che pro, il divorzio è alle porte visto che lui tradiva la moglie con un'altra che per fortuna non è rimasta incinta (beh, i metodi contraccettivi a qualcosa servono), ma poi pretendono di partire da una posizione superiore alla mia in ogni discussione perché loro a 8 anni hanno fatto la comunione e la domenica ogni tanto si ricordano di andare in chiesa.


Ma questo ovviamente non puoi dirlo ad alta voce, perché la gente poi si offende e dice che sei "cattiva", che ti manca la spiritualità e che non sei stata cresciuta bene.
Così si fa buon viso a cattivo gioco, si cerca una risposta diplomatica che stronchi sul nascere il tentativo di evangelizzazione, perché chi ti vuole convertire non ti sa ascoltare.
Ieri mattina ho stupito il pio Richard dicendogli che sì, la Bibbia io l'ho letta, così come ho letto molti altri testi sacri di altre religioni, e che no, non mi ha convinto dell'esistenza di un essere divino, ma va bene anche così.

"Don't you think, Richard, that if I behave in a good way, if I lead an honest life, being kind to other people and respectful, it's going to be good no matter what? Wouldn't it be worse if I believed in God and then behaved horribly, like way too many people on this planet?"


Non mi ha risposto, ma me l'aspettavo,
Ho guardato fuori dal bus che mi stava portando al lavoro e mi sono ricordata di un paragrafo del mio libro di scienze di seconda media, strana cosa la memoria vero?
Era il capitolo sugli atomi, e c'era un piccolo paragrafo con la citazione di un filosofo o uno scienziato, non mi ricordo chi, che affermava che dopo la morte, quando il nostro corpo si è decomposto fino a minuscoli atomi, allora questi atomi sono liberi di vagare per l'universo e formare qualcosa di nuovo con atomi diversi: una roccia, un nontiscordardime, un'altra persona. Per questo motivo, concludeva l'illustre sconosciuto, noi siamo fatti da altre persone e cose.
Mi aveva colpito allora e credo che l'idea sia rimasta con me per tutti questi anni: siamo fatti da altre persone e cose. Siamo quello che siamo per le esperienze che facciamo, per le persone che incontriamo lungo il cammino. Siamo quello che siamo per l'amore dei nostri genitori, il dolore delle persone che ci tradiscono, la vergogna per quelle che abbiamo tradito noi.


Avrei voluto dirlo pure a Richard, ma non so se mi avrebbe ascoltato.

"You know Richard, I believe I'm made of my granny's apple pie, my dad's tobacco, the water of the small river up in the mountains and some seashells I picked on the shore of Liguria as a kid. I believe I'm mad of snowflakes and hail, of sunny day in the park and rainy November afternoon. I believe I'm made of stars. And I believe that once I'm done here part of me will go back up there, way yonder Pluto and Saturn. And part of me will stay here, enjoying the sunligth as basil leaves, as part of a merry-go-around or as part of a future full time aunt. You know what, Richard? I think our atoms might even meet up there, as part of a bright star"

No comments:

Post a Comment