Wednesday, 3 June 2009

i rimborsi dei parlamentari

Un giro rapido fra le pagine della BBC, una scorsa veloce a Metro al mattino oppure al Times, con più calma sul treno del ritorno bastano per capire una cosa: questa storia dei rimborsi spesi dei parlamentari qui l'hanno presa sul serio.
Da queste parti non si parla che di questo scandalo. I rimborsi spese che i parlamentari britannici hanno gonfiato ad arte o che includono le voci di spesa più disparate e imbarazzanti occupano ormai le prime pagine di tutti i giornali.
Da un certo punto di vista mi stupisce la reazione di alcuni inglesi, lo stupore, il senso di incredulità, ma anche di essere stati traditi dai propri rappresentanti. Cinicamente mi rassicura, perché vuol davvero dire che tutto il mondo è paese. L'idea che i politici inglesi avessero una coscienza, un sentimento della politica superiore a quello dei rappresentanti italiani ovviamente non ha resistito contro bollette e fatture di vario genere, dai film porno al giardiniere per la casa di campagna.
Eppure, dall'altro lato, è bello osservare il valore che viene ancora dato alla politica e alla cosa pubblica.
L'opinione pubblica non si lascia distrarre, i giornalisti sono mastini che non mollano l'osso che hanno azzannato e anche la base dei partiti si comporta in maniera quasi inconcepibile per chi, come me, è abituata al teatrino italiano.
La gente si arrabbia. Si costerna, s'indigna, s'impegna e poi agisce.
Oggi è stato il turno di Hazel Blears di lasciare il governo, ieri il partito labourista ha votato contro la ricandidatura di alcuni parlamentari implicati nello scandalo. Domani qualche novità comparirà di sicura sul sito della BBC. Decisioni demagogiche o meno, ennesimi capri espiatori a sentire alcuni, fantascienza per il parlamento italiano (avevo scritto classe politica, ma poi ci ho ripensato... quella è ormai già andata in paradiso)

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