Sunday, 14 June 2009

Mani di burro

Porto le mani al volto e faccio un respiro profondo. Mi aggiro per le stanze di casa, accosto le tende della camera, raccolgo l'ennesima pubblicità di un takeaway fatta cadere in corridoio dal buco della posta del portoncino d'ingresso.
Osservo Guinness che si bea del sole che irrompe in salotto: giorni di sole così non capitano così spesso in Inghilterra e bisogna approfittarne, specie se sei un cactus.

I respiri che faccio, sempre piu profondi, non mi calmano. Ma, a ben pensarci, non ne hanno bisogno. Sono già calma.

I respiri servono a inglobare in me tutta la burrosità che permea casa.
Ieri ho tentato per la prima volta di preparare i croissant. La forma c'è. Il sapore pure. Manca forse un po' di bucherellatura (termine tecnicissimissimo).
In compenso non c'e' millimetro quadrato di casa che sia sfuggito al burro. Neanche quella volta che a Libertyville avevo fatto i popcorn al burro a microonde avevo raggiunto una simile concentrazione di burro.

Non solo i muri, le sedie, le tende, l'iBook, pure io mi sento come coperta da uno strato di burro bello spesso, burro che copre le preoccupazioni e ingolfa le arterie.

La ricetta l'ho presa dal libro di Michael Roux, "Pastry". Ho capito che quando ritenterò l'esperimento avrò un'impastatrice a casa, perché l'impasto dei croissant fatto a mano è uno sbattimento notevole. Mi è rimasto un dubbio su quale sarebbe stato il risultato avessi seguito la ricetta alla lettera. Roux prevedeva infatti di usare più del panetto di burro che ho adoperato. Quale risultato avrei ottenuto? Se già così mi sento avvolta da una soffice nuvola di grassi saturi, che ne sarebbe stato dei muri e del mio colesterolo?
Lo scopro appena divento ricca abbastanza da permettermi un KitchenAid...

la colazione della domenica

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