Saturday, 20 June 2009

musings over a green cup

green cup

Ci siamo presi un caffè al Lightbox, io e gli spagnoli.
Manuel parla della famiglia dove fa l'au-pair, di quanto sono pazzi e di quanto lui voglia trasferirsi a Londra.
Praxedes diceva che da quando lavora da CaffeNero il suo inglese è migliorato, gliel'hanno pure detto al mercato, ma la sua manageressa è "rude".
Milen non vede l'ora di fare le valigie e ritornare a Barça, mentre Paola vuole solo un caffè, ma è arrivata in ritardo e alle cinque chiude tutto a Woking.

Io li ascolto, mi sforzo di capire lo spagnolo e il catalano che si mescola all'inglese e rimugino. Penso a tante cose, che è come dire che non penso a nulla veramente. Penso che il caffè del lightbox alla fine è migliore di quello delle varie catene e per lo meno te lo portano al tavolo. Che il vino che ho bevuto la sera prima faceva davvero schifo. E perché fanno tanti salumelecchi nei ristoranti quando ti portano una bottiglia di vino che non si stappa ma si svita?!?

Pensavo al passato da poco e il futuro a breve. A due definizioni del Devoto-Oli.

Viltà s. f. Disonorante rifiuto di affrontare pericoli o responsabilità, dovuto a codardia o pavidità.

Coraggio s. m. Forza d'animo, connaturata o suscitata dall'altrui esempio, che permette di affrontare, dominare, subire con serenità e senso di responsabilità situazioni scabrose, difficili, avvilenti.

La linea che li separa è sottile, che spesso e volentieri è difficile distinguerle. Molto spesso dipende solo dagli occhi di chi giudica... Ciò che per alcuni è un atto di coraggio è, ai miei occhi, un ulteriore esempio della mia codardia.
Ma penso che a volte mi faccio troppe seghe mentali e dovrei smetterla e godermi il sole... appena rispunta da dietro le nuvole, ovviamente.

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