Monday, 8 June 2009

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Mi fan male le gambe. Non ho più la velocità di ripresa di quando ero giovane, quando avrei potuto correre per chilometri su chilometri senza pagarne le difficoltà con litri su litri di acido lattico.
Ah, i bei tempi! Quando avrei potuto macinare miglia su miglia... ma preferivo rimanere a sonnecchiare sotto le piante, a ciondolare sul dondolo leggendo Tolstoj o facendo a gara con Adri a chi sputava i noccioli di ciliegia più lontano. Mica ero scema, figurarsi se con 30 gradi all'ombra, mi mettevo a correre a giugno!


Ma gli anni passano e le cellule cerebrali non migliorano.
Ecco perché sabato ero in mezzo a Stoke Park, con qualche altro migliaio di persone per partecipare alla Race for Life. E' il secondo anno che corro, l'anno scorso però era stato a luglio a Londra.
Quest'anno ci ho messo di meno, 30 minuti e 40 secondi.
Merito del tempo credo: pioggia e venticello autunnale mi hanno messo le ali ai piedi, perché quando senti un rigagnolo di acqua gelida che ti scende fra le scapole sì che corri!
Ovviamente ha smesso di piovere nel momento in cui anche Isabel e Reeya sono arrivate e abbiamo deciso di andare a mangiare qualcosa. Tre stravolte e bagnate fradice, con medaglietta e pettorale... diciamo che abbiamo puntato sull'effetto sorpresa all'ingresso del pub.


Ieri ho replicato con la Walkaid, un'altro evento di beneficenza per il sostegno di sieropositivi e malati di AIDS nei paesi poveri. Camminata di 10 km nel centro di Londra.
Come al solito, i miei sentimenti sono abbastanza contrastati quando si tratta di questi eventi. A volte dubito del mio livello di coinvolgimento, non so mai quanto ci creda davvero. An volte mi chiedo quanto non ne approfitti in realtà per passare tempo in compagnia di amici.
Poi ripenso al motivo per cui ho corso la prima Race for Life e penso che sì c'è un motivo per correre, quest'anno come il prossimo e quello dopo ancora.


Altri dubbi però non scompaiono, principalmente quelli sulla salute mentale di alcuni abitanti delle isole britanniche. Non mi riferisco soltanto a chi ha votato per il BNP, perché lì più che problemi di salute mentale, ciò che preoccupa è l'assenza della mente stessa. Mi riferisco a più innocui casi di demenza, dovuti allo spopolare delle norme di "health & safety".


Ah health and safety. Nulla mi provoca maggiori attacchi di orticaria, a parte di certe espressioni politically correct, visually impaired, vertically challenged o comb free.
Argh, non dire che sono una "with a different body image"! Dì fat che facciamo prima.
Ecco, health and safety mi causa gli stessi stati di ira funesta. Le grandi compagnie come i piccoli distributori sono terrorizzati dall'idea che qualcuno faccia loro causa. Le scuole proibiscono agli alunni di giocare a guardie e ladri perché, inseguendosi, potrebbero cadere, sbucciarsi le ginocchia e qualche genitore-iena potrebbe citare la scuola e chiedere i danni. Quest'anno è a rischio una delle migliori tradizioni britanniche, il "pick your own", cioè andare a raccogliere le fragole direttamente dagli agricoltori, perché i campi non sono a norma di sicurezza, cioè non ci sono passaggi di sicurezza e mancorrenti fra le file di fragole.
Ormai andare al supermercato è diventato per me un momento di risate isteriche. Perché o rido o sfascio tutto, peggio di quando a Michael Douglas si sono rifiutati di servire la colazione da Mc Donald's in "Un giorno di ordinaria follia".
Ho fatto un rapido giro in cucina. Tanto per darvi un idea...
Il mio burro non è mica burro qualsiasi, no no.

Un avvertimento mi informa, attenzione! attenzione!, contiente latte di mucca. Ebbene sì, e io chissà che mi pensavo, che lo facessero con il pongo da queste parti!
A me il ketchup non piace. Negli hamburger e sulle patatine per me c'è un solo tipo di salsa. La mostarda.

E se ci tengono a informarmi che la mostarda contiene mostarda, secondo voi cosa fanno quando si tratta di sgombro sott'olio?!?

No, perché metti che una sera mi va una bella bistecca di vitello, torno a casa, apro la scatoletta di sgombro e scopro, orrore e raccapriccio!, che contiene pesce e non è scritto da nessuna parte! Potrei citare il supermercato che me l'ha inscatolata e venduta per profondi danni morali.


Ovviamente ci tengono a preservare la mia salute e sicurezza, ecco perché ci tengono a ricordarmi che i ceci non vanno mangiati crudi.

L'ultimo avviso che ho individuato mi è sfuggito per molto tempo,

ma credo che abbia un suo perché: almeno a giudicare dalla puzza di fritto trito e ritrito, credo che molti ristoranti riutilizzino l'olio fino allo sfinimento, quindi è meglio evitare che lo riversino nella bottiglia di plastica!


Forse è per evitare che qualcuno gli facesse causa che ieri gli organizzatori della 10km hanno iniziato il tutto con il riscaldamento. Sì, hanno ingaggiato delle cheerleaders per far fare riscaldamento ai partecipanti: ancora non l'ho capita... Se sai che devi camminare per 10 km, non va da sè che ti riscalderai lungo il cammino???


Health and safety docet, nessuno sembra pronto ad assumersi alcun tipo di responsabilità. Se sai di essere allergico alle noccioline, sta al tuo buon senso non mangiarne, non è il produttore che deve scriverlo sulla confezione.

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