Sunday, 9 August 2009

Io, Shakespeare e compagnia bella

L'importanza che noi diamo ai luoghi dipende in buona parte dai ricordi che sono associati.
Una specie di pacchetto convenienza, dove le vie, le case e le persone acquistano una quarta dimensione, quella del cuore.
Per me "Shakespeare & Co.", la libreria di Parigi di George Whitman, è legata a Francesca.
Francesca ha sempre avuto il raro dono dell'empatia letteraria. A decina di migliaia di chilometri di distanza è in grado di capire come mi sento, sa se un libro potrebbe piacermi e riesce a prevedere se potrà influenzarmi, ispirarmi e rimanermi nel cuore.

Qualche anno fa mi sono vista arrivare a casa un pacchettino con dentro un libro con una dedica di Francesca.
L'autore, Jeremy Mercer, mi era completamente nuovo. A guardare quella copertina verde e leggere il titolo ho intuito che anche questa volta Francesca ci aveva preso.
“Books, Baguettes and Bedbugs” è un libro che mi è entrato sotto pelle, si è accomodato e stiracchiato per bene come un gattone e non se n'è più andato.
Oltre a essere scritto in maniera intrigante e spiritosa, la storia è affascinante, e ogni volta che vado a Parigi devo andare alla "Shakespeare & Co.", passarci anche solo davanti se è chiusa.

books

Ogni volta ci trovo qualcosa di nuovo, un particolare che non avevo visto in una visita precedente; i libri, quei libri ovunque, che ti circondano, abbracciano, cullano e proteggono. Un calmante più che una libreria, ma anche una credenza che può soddisfare tutte le più disparate curiosità letterarie.

Una delle cose che più mi piace del libro è la sua capacità di parlare dell'amore per i libri. Come scrigni aperti di parole incantate, rifugio alla noia della vita moderna e spiaggia assolata in giorni uggiosi, ma anche come puro e semplice oggetto fatto di carta e inchiostro.

Nei libri si può trovare ciò che si vuole, spera o non ci si aspetta e un po' di sana invidia la provo verso chi come Mercer (e molti altri) riescono a tradurre in parole qualcosa che io sento ma a cui non riesco a dare forma.

日本語

L'ho riletto poco prima di tornare a Parigi, in un momento in cui molte cose mi sembravano incerte e confuse. Ora non che siano più chiare, ma mi ha fatto ricordare di come i cambiamenti, grandi o piccoli che siano, non sono qualcosa di delimitato nel tempo, ma continui e intrecciati, così che non ti accorgi di essere cambiata se non dopo.
Sono un costante cambiamento, e molte cose intorno a me sono cambiate.
Stanno cambiando. Cambieranno. E io con loro: anche questa volta non so dire se sono pronta, ma ho accumulato una certa esperienza, nel rimettere a posto casini improbabili e in traslochi internazionali e no.

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