Sunday, 4 October 2009

Domenica a Woking

A mio papà gli architetti non vanno molto a genio.

Detto così sembra che odi tutta la categoria e non è una bella cosa, anche perché rischio di far passare mio papà per una specie di orco che odia a priori e così non è (nonostante le apparenze).


Vedete, il babbo fa il geometra in uno studio di ingegneria civile, lo fa da una vita, l'era del tecnigrafo è passata ma i piloni in cemento armato e progetti di fondamenta a go-go restano.
Raramente si lamenta del lavoro a casa ma quando lo fa, gli architetti finiscono nel mirino, specie quelli strapagati che preparano i progetti per le grandi opere e simili e che di appalto in sub-appalto finiscono nel suo studio, dove le magagne vengono al pettine e si scopre che dietro a tutte quei bei modellini delle inaugurazioni e delle conferenze stampa, dietro le demo 3D delle città del futuro, si celano progetti campati in aria e che non stanno in piedi. Letteralmente intendo. Quindi è più corretto dire che mio papà ha un basso livello di tolleranza verso una determinata tipologia di architetto, che si ostina a ignorare le leggi sulla gravità quando progetta.


Molto spesso si tratta degli stessi architetti che vengono esaltati nelle riviste di settori. Visionari. "Certo, si fanno di chissà cosa da mattina a sera! Ci credo che sono visionari" e via con un'altra litania di lamentele.


Così un po' mi sono stupita quando l'anno scorso, quando in visita a Surbiton, papà mi ha chiesto di andare al London Eye. Aveva visto le foto su internet, letto del progetto, bla bla bla, gli pareva interessante e non ha voluto sentire ragioni. Ha battuto i piedi come un bimbo; come un bimbo ha fatto la rugna, e alla fine ho ceduto e l'ho portato al London Eye.


Siamo arrivati al Southbank, ritirato il biglietto, fatto coda e controllo sicurezza, entrati, fatto giro, usciti e il mio petulante genitore se n'è uscito bello bello con un:
"Tutto qui?"
"Ehm, sì?!? E' una ruota panoramica, magari in versione extra-large ma è pur sempre una ruota panoramica e nulla più. Che ti aspettavi?"
"Mah, qualcosa di più visionario, come c'era scritto su internet!"


L'avrei strozzato con le mie manine.
Per lui la delusione può essere esacerbata dal lavoro che fa, la vive da addetto ai lavori, ma anche io ogni tanto vengo presa da momenti di ira funesta nei confronti dei "visionari".
Mi sembra che il termine visionario si sia svuotato di molto del suo significato, e ormai sono quelli del marketing, gli esperti di pr a utilizzare il termine per vendere.
E usa ieri, usa oggi e pure domani, il termine si è slavato, ha perso la sua carica visiva. E' diventata una nota nel coro dei salotti e il suo valore è scemato.
Eppure non è sempre stato così, e ancora oggi non è sempre così; di recente a Barcellona, mentre mi facevo venire il torcicollo alla Sagrada Famiglia, mi rincuorava pensare che magari non è sempre così, una volta c'era Gaudì, ma anche Subirachs non è male.


Non c'è nulla da fare però: è così facile cadere nella trappola delle parole e frasi ad effetto delle promozioni e del marketing e oggi ripensavo alla reazione di mio papà davanti al London Eye come riprova di questo semplice concetto.
Ci ho pensato proprio oggi perché sono stata a vedere una mostra dedicata a Leonardo al Lightbox.
Il Lightbox è un museo abbastanza recente di Woking progettato dallo stesso studio del London Eye.
Quando mi sono trasferita a Woking, tutti mi hanno parlato del Lightbox e le foto e recensioni online lo fanno sembrare qualcosa di grandioso e stupendo.
La prima volta che l'ho visto, ho avuto la stessa reazione di mio padre: "Tutto qui?"
Nelle foto sembra imponente, ma in realtà è piccolino.
Ogni volta che vado al Lightbox, mi sento un po' truffata: penso che appena svoltato l'angolo mi troverò di fronte a qualcosa di monumentale.
Invece è "solo" un edificio non troppo particolare o "eye-catching".
Sui siti c'è scritto che beneficia della pace del Basingstoke Canal che scorre al suo lato. Peccato nessuno menzioni che sull'altro lato ci sia Victoria Way, la via più rumorosa di tutta Woking!





Non sono ancora riuscita a fare una foto decente al Lightbox, e mi rendo conto di avere solo più un mese, ma proprio non riesco a ricreare la magia che un po' di photoshop può creare.
In compenso la mostra non era niente male, il sunday roast molto buono e per una volta l'espresso era un gradino sopra il bevibile, qualcosa di eccezionale per la media.

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