Thursday, 29 October 2009

Meet Virginia...

Libertyville, una vita fa.
"Hi, my name's Andrew"
"Hi, I'm Virginia"
"Like the song, you know?"


Prima volta che mi succede. Le reazioni al mio nome normalmente sono altre.
La più comune in questo paese: io dico Virginia, chi mi ascolta capisce Victoria e così si ostina a chiamarmi.
Seconda reazione: "ah, come lo stato degli USA!"
Terza reazione: "ah, come la scrittrice. Hai mai letto un suo romanzo?" 
Una volta la reazione è stata in realtà "ah, come la scrittrice. Sei lesbica pure te?" (non capisco se non mi abbiano chiesto di eventuali aspirazioni suicide per riserbo o cosa).


"Ehm, song?" E io già qua mi immagino una versione redneck-sbarra-country di "Georgia on my mind".
"Yep, Meet Virginia by the Train. Ever heard of them? It's a pretty cool song, you know?"
Il giorno dopo Andy mi passa il CD dei Train e mi sono ascoltata la canzone (questo è il video).
"But you don't really fit into the description of Virginia"
Ascolto la canzone. Mi piace, ma no, non c'entro molto con quella canzone.
I giorni passano ed è ora di tornare a casa. Due chiacchiere con Andy prima di andare a prendere l'aereo...
"By the way, in a way you do fit into that song, you know?"
(A Andy piace un sacco dire "you know?")

Non sono stata a discutere con Andy, ma in un certo senso aveva ragione.
Per me nel corso degli anni, la canzona mi si è appiccicata addosso. 
Nel corso del tempo, questa canzone ha assunto una valenza molto positiva: anch'io non vedo l'ora di incontrare Virginia, quella vera, che so vivere dentro di me.


Quella che si fa di caffè alle 11 di sera. Quella che si innervosisce in ufficio e si trova a pensare che no, non può continuare così, che questa non può e non deve essere la sua vita.


"Meet Virginia, I can't wait to meet Virginia..."


hello Lavender!d

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