Thursday, 29 October 2009

Piccolo chef, grande chef

Un anno fa Channel 4 dedicò un'intera settimana alla cucina inglese e io mi vidi tutte le puntate dei vari programmi.
Ieri sera Channel 4 ha ripreso una delle vicende seguite in quella settimana: Heston Blumenthal aveva collaborato con la catena Little Chef per risollevarne le sorti e migliorare il menu.
Ora, un anno fa per me Heston voleva solo dire una cosa: cucina molecolare.
Sapevo poco di lui e forse non ci tenevo nemmeno troppo. La cucina molecolare non mi ha mai ispirato (e comunque non dispongo di un patrimonio adeguato per permettermi una cena al suo Fat Duck a Bray, per scoprire come sia davvero), e lui non è un cuoco che "spacca" il video. In nessun senso. Non ha la pacioseria di Jamie Oliver, né la voce stridula di pseudo cuoche italiane.
Invece dopo aver visto la trasmissione, mi è nata spontanea la curiosità verso questo chef che ha 3 stelle Michelin, collabora con scienziati e ha girato una trasmissione sulla scienza in cucina (con alcuni esperimenti a dir poco esilaranti), che ha venduto fotocopiatrici lavorato per meno di un mese in  ristoranti altrui, ha imparato da sé cosa e come fare.
La cucina lo appassiona tanto quanto la ricerca per la perfezione. Una perfezione che per lui va cercata in ogni tipo di cucina. Quindi per lui è ovvio che anche una catena di autogrill debba aspirare a dare il meglio, scontrandosi a questo punto con il personale della stazione di servizio usata per l'esperimento ma anche e soprattutto con i manager della catena, che hanno pensato di usarlo come rilancio promozionale, ma hanno continuato a dare la precedenza alla riduzione dei costi a dispetto della qualità.
Dopo sei mesi, le cose sono cambiate ma ci sono ancora luci ed ombre, perché se da una parte il suo Little Chef è finito sulla Good Food Guide, dall'altro il 99.9% dei ristoranti LC ancora usa il microonde al posto delle pentole, con una qualità piuttosto infima.
Cibo uguale a ricordi per Heston e quello che ha cercato di far capire ai grandi capi di Little Chef è che sono i ricordi di un buon pranzo che faranno tornare i clienti e non il prezzo stracciato per del polistirolo in salsa. Ed è questo amore per tutto ciò che è il cibo, non solo per lo stomaco, ma anche per l'anima che determina la statura dello chef.

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