Sunday, 11 October 2009

Una domenica da zombie

La BBC dava bel tempo per oggi su Woking e Londra.
Due anni e ancora ci casco come una pera cotta.
Stamattina la sveglia suona alle nove, in tempo per fare colazione con la giusta calma e con la giusta calma andare a Londra.
Peccato che il cielo su Woking fosse così scuro e grigio da non far filtrare molta luce in camera: ho spento la sveglia, mi sono girata dall'altra parte e bon parei.
Quando ho riaperto gli occhi, la camera da letto era ancora abbastanza scura.
Quando ho messo a fuoco il quadrante dell'orologio e fatte le debite connessioni mentali, mi è scappato qualche accidenti. Le undici passate!!! 


Fatto doccia a velocità fotonica, imprecando contro l'acqua prima troppo calda e poi troppo fredda. Io e i miscelatori proprio non andiamo d'accordo.


Tentato suicidio cercando di spazzolarmi i denti, infilarmi i calzini e preparare la borsa, tutto allo stesso tempo. Il multitasking non è consigliato quando si ha fretta.


Breve controllo aggiuntivo al contenuto della borsa, afferro una mela ed esco di casa. Corro giù per le scale, con la mela ancora stretta tra i denti, che sembro un porcellino pronto ad andare in forno.


Nonostante la corsa, perdo comunque il treno e mi rassegno ad aspettare il successivo, mentre finisco di sgranocchiare il torsolo della mela e prendo un tè.


Motivo della corsa.
Non volevo perdermi l'inizio del giorno dello Zombie.
Esatto, oggi era il World Zombie Day 2009. L'ennesima giornata mondiale dello zombie, perché sono sicura che ce ne sia stata una anche in primavera, verso aprile, e qualche settimana fa c'erano pure state le olimpiadi degli zombie.


"Bello, bello! Zombie!?!? Di quelli veri? Puoi sparargli???"
"No, papà, non posso andare in giro per Londra a sparare agli zombi, veri o finti che siano."
"Ah, peccato..."


zombie


Ignoro se ve ne fossero di autentici, comunque non ho sparato a nessuno. Per la maggior parte si tratta di gente che si veste e trucca da zombie.
Volevo scrivere "gente normale", ma la normalità è un concetto di per sé altamente discutibile, specialmente quando ti trovi circondata da zombie che giocano a calcio con un cervello.


C'erano diversi tipi e livelli di zombitudine. Dalla semplice passata di cipria agli intestini che fuoriscivano dalla maglietta, passando dalle lenti contatto sparate.
C'erano zombi di vari ambiti professionali: infermieri, fotografi, squali della city. Anche qualche zombie che si è svegliata tardi ed è uscita in vestaglia.
Anche il mondo delle fiabe non è voluto mancare all'evento e ha inviato una zombie elfessa come ambasciatrice.


Dopo aver accompagnato l'allegra marcia fino al primo pub (zombie sì, ma britannici, quindi lungo il percorso erano previste molte pause pub), me ne sono andata per la mia strada. Ho preso un caffè con Paul e poi abbiamo fatto un giro per il centro di Londra.
Più che una passeggiata è stato un peregrinare da una galleria a un museo, da un museo a un negozio: tutti chiusi.


A Trafalgar Square, ci siamo fermati al quarto pilastro dove, come parte del progetto di One & Other, è salita una volontaria della società nazionale sull'autismo e tutti insieme abbiano giocato a Bingo.


Bingo!

Si può dire che non è proprio la prima volta che gioco a Bingo: è pari pari alla tombola, con un modo diverso di chiamare i numeri. Solo che non è come la tombola, perché la tombola mi fa venire in mente Natale, mentre il Bingo mi fa venire in mente saloni con luci al neon e nonnine con un trucco pesante e la permanente rosa che si giocano la minima in un colpo solo.
Comunque non solo abbiamo giocato, ma abbiamo pure vinto! 


Prima di tornare a Woking, abbiamo ancora fatto in tempo ad assistere a una manifestazione di protesta di Greenpeace: un gruppo di manifestanti è salito sul tetto del parlamento e ha srotolato manifesti con la scritta "Change the politics, save the climate".
Per come vanno le cose (sentenza sul Lodo Alfano o meno), credo che il motto in voga sia "Change the climate, save the politics" e mi sembra che ci stiamo impegnando su tutti e due i fronti.


protesters


Quello che non ho capito è come hanno fatto gli attivisti di Greenpeace a far passare la scala al controllo di sicurezza. Insomma, una cosa è nascondere gli striscioni, ma dove l'hanno nascosta la scala?!? Sta a vedere che quelli del motorino a S. Siro non erano ultrà ma attivisti di Greenpeace...

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