Wednesday, 11 November 2009

Downtown

Le cose non possono durare per sempre. E' la dura legge della società commerciale, come fare a mantenere un rapporto equilibrato fra successo commerciale e qualità del prodotto in vendita?
Non sono esattamente i pensieri più romantici che un cinnamon bun possa portare alla mente di qualcuno, ma questo è quello che ho pensato ieri seduta alla Nordic Bakery.
Uno dei primi posti che ho scoperto a Londra, il caffè è rimasto buono, ma i cinnamon buns sono cambiati: sono cambiate le proporzioni di ingredienti e chi ne è uscito perdente è stata la cannella. O forse sono i miei limiti di dosaggio minimo di cannella a essersi mostruosamente innalzati, peggio del tasso di disoccupazione nell'ultimo anno.
Non saprei, ma proprio non riuscivo a farmelo piacere il bun di ieri. Ed è un gran peccato!
L'atmosfera era quella giusta: non troppo affollata, la Nordic Bakery ha una vetrata enorme che permette di far entrare tanta luce anche in giornate grigie come ieri. Non so come abbiano fatto, ma è insonorizzata benissimo: non solo i rumori della strada si fermano sulla porta, ma anche le chiacchiere dei tavolini attorno arrivano ovattati. Il che dà un senso di pace e calma, come se varcata la porta fosse sempre la tarda mattinata di una domenica da pigri.
Intorno a me c'era gente in pausa pranzo, tarda colazione come me e meeting di lavoro: soliti discorsi vuoti, con parolone che non significano nulla, consumer insight, mainstream, upstream, optimization, empowering user experience e via discorrendo. Il tipo di discorso che diventa un brusio lontano quando arriva il mio cappuccino e io mi posso dedicare tranquilla alla pagina culturale del Guardian, con un articolo su Waterstone's che mi darà molto da pensare anche nei prossimi giorni.
Fino al primo morso di quello che nella mia mente si associa all'idea "se il paradiso esiste, è fatto così". Ah che delusione! Se devo dedurre qualcosa dalla giornata che mi attende da questo inizio, beh, non promette bene.
Non promette niente bene. E proprio per questo quello che è successo dopo mi è sembrato ancora migliore.
Mentre girovagavo per un charity shop di Cancer Research intravedo "Born in the USA" del Boss. LP. Controllo. Ottime condizioni.
Prezzo 4 sterline. Mmmmh, ci penso un nanosecondo, prendo il portafoglio e vado alla cassa.
La signora al registratore mi guarda e con un accento alla Miss Marple mi dice: 
"I'm so sorry..."
Noooo cooooosa c'è?
"you see this price is not ours,"
Gulp, il che vuol dire che...
"actually it's 50p, I'm very sorry for the inconvenience"
Eh già 50p per un LP del Boss è davvero classificabile come "inconvenience".


Buona parte del pomeriggio l'ho passata alla National Portrait Gallery a vedere due mostre fotografiche.
La prima è il mio appuntamento annuale con il "Photographic Portrait Prize": lo sponsor mi pare cambi spesso, ma la qualità delle immagini prodotte rimane alta. In media. Ce ne sono alcune che non mi hanno detto molto, ma per la maggior parte rimani senza parole. La mia preferita quest'anno è probabilmente "Together and Alone" di James Stroud. 


La seconda mostra, a differenza del 3P che è gratuito, era a pagamento, ma "Beatles to Bowie: the 60s exposed" è un ottimo investimento per il cuore e la mente.
Non solo fotografie, ma una collezione di memorabilia, abiti, articoli e copertine di riviste. Ogni anno ha il suo spazio e camminando per le sale si vivono i cambiamenti di quegli anni, quando lentamente e inevitabilmetne la musica di sottofondo non è più Petula Clark ma Hendrix. Ah ah, musica, perché c'è musica in ogni sala.
Compilation dei successi dei vari anni: canticchi la colonna sonora di "Alfie", fai il verso al giro di basso di "Gimme some loving", ti stupisci dei nomi caduti invece nel dimenticatoio. La cosa migliore di questa mostra per me è stato il modo in cui l'ho vista. Mi è capitato per puro caso, ma ora che lo so, mi sento di consigliarlo a chiunque voglia visitare la mostra. 
Non entrate subito. E sopra ogni cosa tenetevi lontani dalle audio guide. Aspettate al varco un gruppo di signore, oltre la cinquantina, insomma ragazze degli anni Sessanta, che quelle canzoni le hanno ballate, quei poster delle riviste li hanno appesi in camera e seguitele.
Tuffatevi con loro nella loro adolescenza, nelle loro cotte, nei pettegolezzi, nelle storie: quel passato congelato su rullino, è ancora più vivo se invece di leggere la descrizione accanto alla foto e tirare avanti, sentite quelle foto con il cuore di queste donne.
"Mind you, I always had a soft spot for George"
"Oh, poor Brian, such a beautiful life wasted"
"He hasn't changed one bit in 40 years!"
"Oh I remember I wanted my hair just like her, but my mother, bless her, well, she thought that haircut was fit only for harlots!"
Ogni foto, una storia.
Forse alla fine hanno iniziato a sospettare che ci fosse qualcosa di strano nell'avermi come seconda ombra, ma ero talmente prese dai loro discorsi, occupate a ridere e canticchiare, che non mi hanno prestato molta attenzione, fino alla rivelazione finale di una di loro: 
"Pop: most of these groups were not so well considered at the time, but years and nostalgia added charm to them all. And you know what? It's the same with Take That: found them meaningless when they first came out but now I do think that their latest CD is not that bad. Tell you what, the last cd of Robbie Williams is not bad at all!"

5 comments:

  1. Oh my goodness, Virginia, I can only make out 'cinammon bun' in that post. Will you do some in English sometime? Or maybe I can find a translator.

    I went to my first Body Balance class without you and it was so sad! We all miss you. Stay in touch IN ENGLISH!! x

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  2. Oh Lizzie, blog in English... Mmmh, I think it's going to be something I'll have to do. After I'm done with all the cleaning! :-D
    I miss bodybalance classes, they were the best bit of my working week.

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  3. Oh I found a translator so now I know what you posted says:

    The things cannot always last in order. E' the hard law of the company them, as to make to maintain a relationship balanced between happening trades them and quality of the product in sale? They are not exactly the romantici thoughts that a cinnamon bun can carry to the mind of someone, but this is what I have thought seated yesterday next to the Nordic Bakery. One of the first places that I have uncovered to London, the coffee is remained good, but the cinnamon buns they are changed: the proportions of ingredients are changed and who has exited some losing has been the cinnamon. Or perhaps they are my limits of the minimal dosage of monstrous to be raised cinnamon, worse of the rate than unemployment nell' last year. I would not know, but own I did not succeed to make me it appeal to it the bun yesterday. And it is a great sin! L' atmosphere was that right one: not too much crowded, the Nordic Bakery has enormous vetrata that allows to make to enter much light also in grey days like yesterday. I do not know as they have made, but is soundproofed very well: not only the noises of the road are stopped on the door, but also the chats of the small tables around arrive stuffed with wadding. That it gives to a sense of peace and calm, as if crossed the door was always the late morning of a Sunday from lazy. Around me c' she was people in pause lunch, it delays breakfast like me and meeting of job: usual empty speeches, with big words that do not mean nothing, consumer insight, mainstream, upstream, optimization, empowering user experience and via talking. The type of speech that becomes a brusio far away when mine arrives cappuccino and I can myself be dedicated calm to the cultural page of the Guardian, with an article on Waterstone' s that it will very give to think to me in the next few days also. Till the first bite of what in my mind it is associated all' idea " if the paradise exists, is made così". Ah that disappointment! If I must deduce something from the day that attends to me from this beginning, beh, it does not promise well.

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  4. Oh my! Did I really write that!?!?!

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  5. Azz, per poco pochissimo non ci siamo incrociati davanti ad una foto di Bowie!
    What a pity!
    a presto, comunque!
    Angelo
    aka TorinoBikeFriend

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