Wednesday, 16 December 2009

Fiabe stravaccate - quinta parte

"Zia, adesso dobbiamo copiare in stampatello tutto Red e Toby così quando sono a casa posso leggere la storia insieme a mamma e papà"
"Vedo che i tuoi genitori hanno smesso di ridacchiare delle mie miserie. Ora prima di proseguire, mi occupo pure del nonno: sappi, amore di zia, che nonno Cicci è in ferie per tutto il periodo natalizio e si offre volontario per scriverti la storia tutte le volte che vuoi. Ah! E ora a noi..."

"L'uomo che Klaus si ritrovò a fissare negli occhi aveva un certo non so che di rassicurante: gli occhialini con montatura di stagnola non nascondevano ma amplificavano lo sguardo allegro, il completo giacca-pantalone di feltro rosso con cuciture verde, completato da una cravatta psichedelica era familiare. Klaus fissava lo sconosciuto a bocca aperta, fermo sulla soglia, quasi incurante degli improperi che Winnie gli stava lanciando perché stava facendo entrare il freddo e la neve.

"Klaus the Mouse, presumo"
"No, lui è Klaus Hiiret, e io sono Winnie, la ci tengo-a-sottolineare-divorziata-ma-ancora-piacente-e-piaciosa mamma di Klaus e lei chi è, bel fusto?"
"Mamma!"
"Enchanté! Mi domandavo se Klaus non fosse interessato a fare quattro chiacchiere con me. Qualcosa di molto generico e blando, il più e il meno, il per e il diviso, il lavoro..."

"Sono disoccupato al momento e penso che rimarrò tale ancora a lungo, signor..."
"Oh, ma che cafone, non mi sono presentato!"
"No, no, è mio figlio che è un cafone!", si intromise Winnie, "Klaus, ti ho forse tirato su in questo modo?!?! Fai entrare il signore, suvvia? Resta con noi per cena e magari pure dopo?" 
"Mamma, non hai niente di meglio da fare?"
"No, si accomodi, non me lo faccia ripetere due volte"
"Se la mette su questo piano, non posso rifiutare una tale ospitalità"
"Va bene, non rifiuti, entri, mi casa es su casa, ma lei chi è!?!"
"Io sono il signor Smith; ho fatto un lungo viaggio, da Washington, per offrirle un lavoro unico, un'occasione che non capita tutti i giorni, qualcosa di cui si parlerà nei decenni a venire, senza che per questo il suo nome venga mai pronunciato."


Klaus richiuse la porta, si sedette insieme a Winnie e al signor Smith al tavolo.
Il silenzio che era calato sui tre era interrotto sommessamente dal crepitio del fuoco, dallo sgocciolio del rubinetto e dalle ciglia di Winnie che sventolavano adoranti in direzione del signor Smith.


"Ho condotto indagini molto riservate e altrettanto accurate e la conclusione è sempre la stessa. A quanto pare non esiste miglior topo d'appartamenti di te, Klaus"


"E cosa vuole che le rubi, il Natale per caso?", rispose Klaus, che si dibatteva fra la sensazione di familiarità che lo sguardo del signor Smith sapeva infondere e l'altrettanto netta sensazione di pericolo imminente che non poteva fare a meno di provare.


"Molto hollywoodiana come idea, potrebbe venirci fuori un film a pensarci bene, ma no, Klaus, ho bisogno che tu mi aiuti a entrare in possesso di qualcosa di molto più piccolo. Voglio che tu approfitti della confusione che il Natale scatena in queste lande per recuperarmi un oggetto preziosissimo"


"Sarebbe a dire?"


"Il mio cuore, cosa ci può essere di più prezioso?"


Fuori la neve sembrava cadere ancora più forte, Winnie era svenuta e Klaus si domandava perché non avesse deciso di accettare il posto di telefonista di call center quando ne aveva avuto l'occasione.


Il signor Smith invece continuava a guardare Klaus calmo, mentre si versava da bere e si preparava a spiegare meglio a Klaus cosa intendesse esattamente con la sua richiesta...

2 comments:

  1. Ciao Virginia! Leggo spesso il tuo blog, ma e' molto difficile da tradurre a volte! Pratica buona, comunque. Buon Natale!

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  2. Ciao Brenda! La fiaba ha una lingua un po' sua ma ammetto che spesso e volentieri la mia scrittura non è quella dei manuali di conversazione italiana! Cercherò di non strafare con lo slang, ma credo tu abbia la mia mail, se hai dei dubbi fammi sapere! Ciao e passa buone feste!

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