Monday, 21 December 2009

Fiabe stravaccate - sesta parte

"Allora, possiamo riascoltare i Pooh che cantano le canzone di Geppetto?"
"No, pietà ti prego. E' quasi Natale, non ti senti un po' più buona? Guarda ora ti racconto un altro pezzo di storia nella speranza che nel frattempo tuo nonno faccia sparire il cd, va bene?"
"Va bene, ma dopo ascoltiamo il cd tranne la 6 perché mi commuove."

"Il signor Smith bevve un sorso dal bicchiere, poi fece un lungo respiro, come per darsi coraggio e prese a raccontare la sua storia:

"Devi sapere, Klaus, che molto tempo fa io abitavo non lontanto da qua. Sono nato e cresciuto in una città poco distante da Geischeleton: lì ho studiato, lavorato, firmato per un mutuo trentennale e di riflesso pure sposato. Nulla di eclatante o particolare. Una vita come quella di tutti gli altri. Alzarsi al mattino, coricarsi la sera, fare ferie e pagare le tasse.
La mia vita procedeva placida e tranquilla, nessuna novità, ogni sera rientravo nel vialetto che portava alla mia porta e sentivo che mi stavo trascinando su quel vialetto, come se sulle mie spalle si fosse depositato il peso di tutta la mediocrità della mia vita.
Vedi, Klaus, io ero un ragazzo ambizioso, volevo di più, che cosa fosse quel di più che sentivo mi spettasse non lo sapevo bene neppure io, ma lo volevo: al di sopra di ogni cosa, oltre la considerazione verso chiunque mi stesse accanto.

Il problema, per l'appunto, è che ero come molti altri ragazzi della mia età: confuso, indeciso, forse pure viziato, di sicuro ignorante. Ignoravo cosa succedeva oltre gli stretti confini del mio microcosmo, ignoravo i sentimenti altrui e i miei desideri.
Questa idea di non stare vivendo la vita che era scritta per me nelle stelle divenne un chiodo fisso, che presto si arrugginì e avveleno come il peggiore caso di tetano, tutto ciò che mi stava accanto.

Se questo non ti sembra un problema di suo già abbastanza pericoloso, sappi che tutto era complicato dalla mia parte idealista: quello che era scritto nel mio destino avrebbe cambiato il mondo, perché il mio più grande sogno era cambiare il mondo.

Finché non arrivo il giorno in cui mi sembrò che tutti i miei desideri si fossero realizzati.

Che idiota che ero, Klaus! Che idiota a non comprendere che c'è un enorme differenza fra cambiare e migliorare e che anche il migliorare è discutibile!

La mia grande occasione si presentò sotto le spoglie di un importante uomo d'affari della tua città.
Ci conoscemmo durante un convegno e la nostra idea prese forma durante una cena: avremmo fondato una casa editrice unica.
A differenza di tutte le altre esistenti, sarebbe stata autosufficiente. La carta, l'inchiostro, le parole che avremmo venduto non le avremmo in nessun caso reperite fuori. Tutto sarebbe stato recuperato nella nostra catena produttiva. Anche i negozi in cui avremmo venduto i nostri libri sarebbero stati di nostra proprietà: in questo modo avremmo abbattuto i costi, massimizzato i profitti e sbaragliato la concorrenza.
Così nacque la Fastbook, l'equivalente delle catene di hamburger o pollo fritto.
Fra i nostri beni rientravano foreste di betulla, fabbriche di produzione carta, tipografie, negozi di piccola e grande distribuzione, centri di smistamento, più un centinaio di scrittori in batteria. Loro, gli scrittori, erano il nostro punto di forza: frustrati e alla ricerca del loro grande Romanzo con la erre maiuscola, accettavano di scrivere per noi in cambio di alloggio, vitto e alcune ore al giorno per lavorare ai loro capolavori.
Scrivevano di tutto: dai romanzi rosa alla fantascienza, passando per i manuali di massaggio plantare.

In breve tempo ci arricchimmo oltre ogni dire, arrivando a dominare l'intero settore editoriale.
Stavamo per fare il grande salto e andare all'attacco dell'informazione televisiva, quando le cose iniziarono a mettersi male per me. Mia moglie, stanca del mio non essere mai presente, ma così diverso dalla persona di cui si era innamorata, non si prese nemmeno la briga di chiedermi il divorzio: presentò le carte alla mia segretaria che le firmo tutte visto che era stata da me incaricata di sbarazzarsi di tutte le grane familiari.

La mia reazione quando scoprii il fattaccio fu matura e flemmatica: mi sbronzai come pochi e poi mi buttai ancora più nel lavoro. Così, una sera, mentre ero seduto alla mia scrivania, feci una sorpresa straordinaria: uno dei nostri scrittori in batteria non solo aveva iniziato a scrivere il suo capolavoro, ma l'aveva pure continuato e addirittura finito. Non solo lui era convinto di aver scritto il suo grande Romanzo con la erre maiuscola, ma ne ero convinto pure io! 
Il suo manoscritto era davvero un capolavoro, anche un cinico inaridito come me poteva capire che ogni sua singola pagina aveva davvero il potere di cambiare il mondo. Ero fermamente convinto che, se l'avessimo pubblicato non avremmo solo cambiato il mondo, l'avremmo pure migliorato, capisci Klaus?

Purtroppo il mio entusiasmo non era condiviso dal mio socio. Fastbook non era nata per capolavori o libri veri e qualsiasi mio tentativo di vedere il libro pubblicato fu un vero e proprio fiasco. Le provai tutte, ma ormai troppo concentrato su questo mio obiettivo, non mi accorsi che il mio socio era impegnato a estromettermi dalla gestione della ditta.
E così fu. Non sto ora ad annoiarti con i dettagli ma, in meno tempo di quello che ci vuole per dire la formula magica "Ba-Ba-Ma-Gre Ri-Ca-Me-Lo Ga-Ma-Os", persi tutto: la casa, il lavoro, il conto in banca, la canoa, la collezione di Puffi e soprattutto l'unica copia del manoscritto.

Molte cose le ho recuperate nel corso degli anni, ma il mio cuore no. Il mio cuore è rimasto fra le pagine di quel libro. Quel libro che, non sono stupido, me ne rendo conto ora, probabilmente non avrebbe migliorato il mondo, ma ha cambiato nel bene e nel male il mio piccolo mondo.
Ora li rivoglio indietro, il libro e il mio cuore.
Ecco perché ho bisogno del tuo aiuto. Aiuto retribuito, ça va sans dir"

"Quindi, in soldoni, vuole che le recuperi in maniera non propriamente dentro i limiti di legge, questo libro. Ottimo! E dove lo posso trovare?"

"In un posto che dovresti conoscere bene: la casa degli Geischeleton"...

"Zia, secondo te a Klaus piace la canzone di Geppetto?"
"Aiutatemi..."

(Continua...)

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