Friday, 11 December 2009

la vergogna, questa (s)conosciuta

Quando il dizionario di carta è troppo lontano per esser raggiunto (in un'altra camera, in un'altra stanza... no, mi fanno male le gambe, non fatemi alzare), rimane sempre il vocabolario Garzanti ed. 2005 installato sul fido giquattro: questo compassionevole ammasso di byte mi ha rassicurato stasera e mi ha confermato che con vergogna si intende un "sentimento di mortificazione derivante dalla consapevolezza che un’azione, un comportamento, un discorso ecc., propri o anche di altri, sono disonorevoli, sconvenienti, ingiusti o indecenti".
Quindi non mi sono rimbecillita io all'improvviso!
Ora devo solo trovare un modo per far leggere questa definizione alla gentaglia varia che occupa le notizie politiche e di cronaca dei quotidiani italiani. 
Potrei mettere link di diversi articoli, ma a che pro? 
Sono stanca già di mio e non mi ci vuole pure questa continua sensazione di vergogna: l'unica cosa che è cambiata è che ora non ho colleghi che mi pigliano per i fondelli quando l'Italia finisce in prima pagina su Metro o sul Guardian, ma solo perché siamo sulla stessa barca.
Ah, mi dicono dalla regia che si chiama Titanic.

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