Wednesday, 13 January 2010

abitudini e dubbi

Da quando sono tornata a casa, intesa come Torino ma anche come "questa casa non è un albergo? Dove vai? Quando torni? Fai tardi? Ti ubriachi? Ma che te lo chiedo a fare...", ho preso tutta una nuova serie di abitudini. Ad esempio non lascio nulla di fragile o importante ad altezza nipoti e sono tornata a dividere la Settimana Enigmistica con i miei. Al mattino faccio colazione con mia mamma e mi adeguo alle sue abitudini: mentre aspettiamo che il latte per il caffelatte sia pronto, mia mamma passa in rassegna il Televideo. Della TV a mamma potrebbe fregare men che meno, ma toglietele il televideo e lei sbarella. Non ne controlla solo uno, no, no! Quello nazionale della Rai per news ed eventi sismici (ti sa dire il grado della più piccola scossa registrata sul globo), quello mediaset per vedere se alle news Rai si sono dimenticati qualcosa, poi televideo di Rai3 per le previsioni meteo del Piemonte, perché non le basta mettere il naso fuori casa, no! Deve anche sapere quanti millimetri di pioggia sono caduti a Lanzo nel corso della giornata e a che quota è previsto lo zero termico, altrimenti è meglio girarle al largo per tutto il resto del giorno.
Agli inizi per me era un po' difficile sopportare la tv accesa di prima mattina: ho bisogno di un inizio di giornata calmo e silenzioso. Appena sveglia i suoni e i colori sembrano ferirmi i sensi e la tv sembra fatta apposta per infierire sulle mie orecchie e sui miei occhi. Poi mi sono abituata: riesco a fare quasi tutto ad occhi chiusi (tranne il momento di versare latte e caffè nelle tazze) e filtro i suoni per captare solo la voce di mamma.
Stamattina tuttavia ero più sveglia del solito, merito dell'insonnia suppongo, e ho ascoltato di più. Al lavoro, mentre ascoltavo la radio, il dubbio che mi si era sorto in mattinata si è riproposto: ma perché in Italia tutti i telegiornali e trasmissioni radio di attualità devono leggere i giornali?
Non si tratta di leggere solo i titoli, no, no, ora i commentatori e giornalisti leggono interi articoli!
Che io dico, cavoli! Ho imparato a leggere a sei anni, c'è davvero bisogno che tu, o sommo giornalista o saccente dj, mi legga (male, il più delle volte: signori miei, la punteggiatura non è un solo un'accozzaglia di segni grafici, dovreste usarla per dare ritmo alla lettura) quello che è scritto su questo o quest'altro quotidiano. Potrei capire se leggessero articoli su notizie che non sono riportate dagli altri quotidiani, se è un commento interessante o divertente, macchè! La notizia è sempre la stessa e per quanto possa essere vista da punti di vista e prospettive diametralmennte opposti, c'è davvero bisogno di passarci un'ora?
Insomma, a parte innervosirmi, a che serve questa lettura ad alta voce? A riempire un lasso di tempo che altrimenti rimarebbe vuoto? A incoraggiare la gente a comprare il giornale una volta usciti di casa per leggere giusto giusto quell'articolo? A impigrirci ulteriormente, così fra un po' non solo smetteremo di leggere i giornali, ma anche di ascoltare chi ce li legge?

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