Wednesday, 6 January 2010

Fiabe stravaccate - ottava e ultima parte

"Perché è l'ultima parte?"
"Perché la storia finisce qua."
"Perché?"
"Perché è l'Epifania che tutte le feste si porta via, è passata la festa, gabbato lo santo."
"Cioè?"
"Cioè è ora di tornare all'asilo."
"Noooo, non dire così che mi fai commuovere. Io voglio stare sempre con te."
"Dici così solo perché non c'è il nonno, ruffiana"
"Sì, ma io non mi chiamo mica Ruffiana, io sono Sara!"


"Convincere Pip ed Henry fu un gioco da ragazzi per Klaus.
La stagione fredda, il buio, il gelo e la neve rallentavano di molto le attività dei liberi professionisti al confine con la legge: per quanto scaltri erano ben attenti ad evitare colpi di freddo, torcicollo, sciatalgie e acciacchi vari.
I cinque mesi invernali si riducevano in una linea criminale piatta: nulla di nulla, solo noia, quindi la proposta di Klaus risultò più che appetitosa. Certo il bottino non sarebbe stato un granché, nonostante la ricompensa proposta dal signor Smith era più che eccellente e inoltre gli avrebbe assicurato una via d'uscita dalla noia e dalle solite chiacchiere da bar sul clima e sui grandi ladri del passato.


Il piano per entrare in casa e impossessarsi del manoscritto venne messo a punto e in azione nella stessa sera. Chi ha tempo non aspetti tempo, disse Pip, che tanto amava utilizzare frasi fatte e proverbi.
Henry avrebbe disattivato il super mega impianto di allarme degli Geischeleton, l'ultimo modello del "Gautidant-Elbali 2000" per un arco di tempo sufficiente a Klaus di calarsi dal camino. Una volta entrato in casa, Klaus avrebbe recuperato il libro e sarebbe uscito utilizzando il sistema fognario che passava nella tenuta, guidato da Pip fino all'uscita.
In seguito si sarebbero incontrati tutti insieme a casa di Winnie per riconsegnare il libro al signor Smith.
La sera della vigilia, la casa degli Geischeleton era deserta: la famiglia non festeggiava mai a casa, ma al gran galà del vischioso valzer degli gnomi.
Quando Klaus entrò c'erano comunque le luci accese: avevano lasciato l'albero di Natale tutto illuminato e ai suoi piedi c'era un piccolo carillon da cui usciva musica natalizia se caricato. Gli ci volle un po' per trovare il libro: la biblioteca era enorme, c'era ogni tipo di libro che uno potesse immaginare o desiderare. 
Lo trovò incastrato fra una copia del Piccolo Principe in cimbro e le Pagine Gialle dell'Isola che c'è ma non sembra.
Al momento di dirigersi verso l'ingresso delle fogne, Klaus si fermò di colpo. Dalla sala proveniva un suono. Una musica! Jingle Bells!!! Klaus si sporse un po' e per la sorpresa perse l'equilibrio. 
Il rumore che la sua quasi caduta causò fece girare l'uomo nella stanza: della stessa età di Klaus, magrolino, con un completo giacca e cravatta blu con cuciture rosse a vista, completato da sbuffi di passamaneria sul bavero, il tutto completato da un paio di scarpe vintage da giocatore di bowling.
Non poteva che essere lui... "Nick!" un urlo sfuggì a Klaus per la sorpresa e la gioia.
"Veramente sarebbe Nicole House il famoso stilista, detto tutto insieme. Ma tu Klaus puoi chiamarmi Nick. Ci crederesti mai?!?!? Torno, faccio il figliol prodigo e secondo te c'è qualcuno ad aspettarmi? Ma figurati! Tutti a un pulcioso ballo! Tu, piuttosto, che ci fai qua?"
"Io, ecco, insomma... oh beh, cavolo! Sto compiendo un furto su commissione" confessò Klaus.
"E di cosa?"
"Di questo manoscritto."
"Sei un ladro?"
"Sì, ma questo è l'ultimo colpo. Voglio diventare un landscape gardener!"
"Oh, ma è meraviglioso! Una professione così poetica! Esprimere pensieri ed emozioni con tulipane e dalie!"
"Già, ma ho bisogno di compiere quest'ultimo colpo, mi capisci vero?"
"Klaus, guardami: non sarei quello che sono se non fosse stato per tuo merito! Penserai mica che vada a fare la spia! Piuttosto che ne pensi di fermarti per cena? Possiamo ordinare qualcosa da mangiare e bere del sidro."
"No, grazie Nick, ma vedi, mi aspettano nelle fogne e l'ultima volta che abbiamo bevuto sidro questa casa è andata a fuoco."
"Eh già, non hai tutti i torti. Preferiresti del tè? Tanto per parlare dei bei tempi andati e raccontarci che è successo in questi anni, mentre aspettiamo che tornino i miei... Mmmh, no, forse è meglio che tu non aspetti che tornino i miei: potrebbe non essere la mossa più furba per un ladro"
"Hai fatto tutto tu, ma hai ragione. Piuttosto se ti va, puoi farmi compagnia nelle fogne"
"Con queste scarpe?!?! Sai quanto mi sono costate? Piuttosto usciamo dal retro, no?"


Fu così che senza infangare le scarpe di Nick, dopo aver recuperato due bottiglie di sidro di annata e mandato Henry a recuperare Pip, che tutta la combriccola si ritrovò a casa di Winnie, salvo poi essere dirottati alla piola dalla stessa Winnie: passare il Natale in casa le ricordava i troppi litigi che vi avevano avuto luogo e questo naturalmente le metteva tristezza. Senza contare che a casa tirava una forte corrente fredda a causa del buco sul tetto lasciato dall'esplosione dell'ultima pozione di sua invenzione, pozione che aveva comunque ampi margini di miglioramento.
Diedero a Nick il tempo di cambiarsi con un completo di sua creazione più consono all'atmosfera natalizia e poi il resto è storia. Fu una grande festa di Natale e tutti si divertirono molto. Compreso Klaus che dopo aver tenuto un po' il muso e letto il famoso manoscritto si gettò nella mischia quando partì la sua canzone preferita, "Waterloo" degli Abba.
"Allora," gli chiese il signor Smith fra una piroetta con Winnie e l'altra, "che ne pensa del libro?"
"Le confesso" rispose Klaus, "che preferisco di gran lunga l'enciclopedia agraria..."


Per anni si parlò dello strano furto di Natale: quando gli Geischeleton tornarono a casa, trovarono la porta aperta, il sistema d'allarme a pieno regime, i bagni intasati, la biblioteca incasinata, mentre mancavano all'appello un volume della biblioteca stessa e due bottiglie di sidro.
Per anni si parlò della grande festa di Natale: un gruppo di scatenati tirò tardi facendo fuori tutte le scorte di sidro, esibendosi in spettacoli di acrobazie pirotecniche e improvvisando duelli di insulti pirateschi.
Ma ancora più a lungo si parlò di Jack ManoVerde, il migliore giardiniere mai esistito in quel di Geischeleton. Fine."


"Contenta?"
"Sì zia, ma domani ricominci, giusto?
"..."

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