Monday, 22 February 2010

Nonna Nara e i canestrelli

Oggi pomeriggio riguardando le foto salvate sulla memory card ho pensato che se ne potevano salvare ben poche, ma tant'è. Ho passato ieri sera con le mani in pasta a impastare e a dispensare polvere di fata sui canestrelli, la qualità delle foto era l'ultimo dei miei pensieri.

Nonna Nara oggi ha festeggiato il suo 87.mo compleanno. E' nata nel 1923, proprio come mia nonna Ida.
Perché nonna Nara non è la mia nonna, ma la nonna di Francesca, "nonnina" come la chiama lei; in questi ultimi anni io e Nara ci siamo adottate a vicenda: io non avevo più la nonna e Francesca era lontana in Cina; ogni volta che tornavo dall'Inghilterra andavo a trovarla, poi c'erano i saluti per le feste comandate e le visite quando mi trovavo a passare dalle sue parti.
E' diventata parte della mia famiglia, quella famiglia estesa in cui i legami che contano sono quelli affettivi.

Nonna Nara non ha voluto nessuna festa ("è un giorno come un altro, va là che lo festeggio") e così io e Fra siamo rimaste d'accordo che sarei comunque passata a trovarla e avrei portato i canestrelli come regalo da accompagnare al tè.
Così è stato e abbiamo passato un po' di tempo insieme oggi pomeriggio ad ascoltare i suoi ricordi dei soldati inglesi e del loro amore per il tè (lei mica sapeva cosa fosse il tè) e a sbocconcellare un po' di biscotti: ho assicurato a nonna Nara che, tenendoli in una scatola di latta, i biscotti si sarebbero conservati per una settimana buona.

Nonna Nara mi ha riso allegra in faccia: "Non li faccio mica durare così a lungo, dai!"

I canestrelli, ecco. Da quando ho scoperto che mi piacciono, trovo ogni scusa per rifarli, pensavo ad aprire una "canestrelleria" dove sfornarli a quantità industriali.
Il fatto è che non solo mi piace mangiarli, ma pure prepararli. Mi piace la consistenza della pasta, mi piace la facilità con cui si stende e mi piacciono i fiorellini che se ne ricavano.

tutti i canestrelli devono riuscire col buco

E mi piacciono pure i vuoti che lasciano:

The shape of taste

E poi c'è la mia parte preferita: lo zucchero a velo. Mi piace da matti lo zucchero a velo, spolverarlo con un colino di mamma perché non abbiamo uno spolverizzatore per lo zucchero a velo.

pixie dust, i.e. icing sugar

Una volta infornati, sfornati, raffreddati e spolverati, non mi è rimasto altro che inscatolarli e pulire tutto. Mi mette un po' di tristezza spazzolare via dal pianale i fiorellini che si sono formati:

quel che resta dei canestrelli
 
E' come un piccolo giardino, dolce per giunta, che fiorisce fra un'infornata e l'altra.
Al primo giro di tarocco, quando lo zucchero si raggruppa già tutto su un lato, mi viene un po' di tristezza. Ieri però non ci ho pensato su molto, perché sabato è giorno di rugby e al pub mi aspettano: all'ultima partita abbiamo osservato che ogni volta che un canestrello veniva addentato l'Italia giocava bene. Senza togliere meriti ai nostri giocatori, per la serie non è vero ma ci credo, devo ricordarmi di dire a Stefano di digiunare sin da domani, perché venerdì inforno!

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