Sunday, 7 March 2010

Avventure

[a casa degli aRissogatti, mamma e Adri stanno preparando enormi ponpon per la lezione di psicomotricità di Sara all'asilo; entro in scena brandendo una bustina di plastica rossa da cui estraggo un tascabile Einaudi]
Io: "Guardate cosa ho trovato oggi in edizione tascabile!"
Le altre due gettano un occhio sul titolo, la più grande mi rivolge uno sguardo a forma di punto interrogativo.
Io: "Le avventure di Cipollino sono un capolavoro della letteratura mondiale! L'ho comprato per Sara, così lo può leggere"
Adri: "Sara ha 4 anni, non sa ancora leggere così bene"
Io: "Beh, lo potrà leggere quando sarà grande"
Adri: "Certo, ma a casa abbiamo già la mia copia di quando ero bambina, hai presente? Quella che ti ho prestato verso Natale"
Io: "Ah, vuol dire che non ti serve? Beh allora me lo tengo io il libro..."
Mia madre scuote la testa e se ne va in cucina biascicando qualcosa che suona molto simile a "balenga"

Ok lo confesso. Sapevo benissimo che mia sorella aveva conservato la sua copia de "Le avventure di Cipollino". Quando ho visto il tastabile alla Feltrinelli non ho pensato: "lo compro per Sara", bensi "Me lo compro!"
Come tanti, ho conosciuto Rodari alle elementari: alcuni stralci dei suoi libri erano inseriti nel libro di lettura e mi ricordo che io e Adri, visto che eravamo in sezioni diverse con libri diversi, li spulciavamo dall'inizio alla fine nei primi giorni di scuola per cercare il suo nome fra parentesi al fondo della pagina, ma di pagine così non ce n'erano mai abbastanza, così alla fine i nostri genitori hanno iniziato a comprarci i suoi libri o prenderli in prestito alla biblioteca della scuola.
Mi piaceva leggere Rodari; non per lo stile e il significato delle sue storie o, meglio, non solo per quelli. Allora non riuscivo a trovare le parole giuste per esprimere cosa provavo dopo aver letto un libro (molto spesso mi capita ancora, anche se ora so cosa si intende per stile), sapevo solo che mi divertivo, ridevo, fantasticavo e poi sentivo un soffuso, strisciante senso di ribellione.
Sì, leggevo Rodari come se fosse la massima trasgressione, almeno per una bimba di otto anni. Non che ci fosse qualche adulto che cercasse di bloccarmi. "No! Pazza! Smetti subito di leggere!" non me lo sono mai sentito dire, però quando prendevo in mano un libro di Rodari sentivo forte una divisione. Da una parte io con Cipollino, dall'altra loro a tenere compagnia al Principe Limone e a don Prezzemolo. Le sue parole al telefono e su carta mi facevano sentire pirata, ribelle. Era metà gennaio, faceva un freddo cane, io ero chiusa in casa a leggere e mi sentivo libera. Proprio come oggi.

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