Thursday, 29 April 2010

Nulla spiega né consola

Sim, poderia ter sido...

Sembra una vita fa e lo è.

Ci sono passata davanti mesi fa, mentre mi inerpicavo per l'ennesima salita di Lisbona: un murales, una poesia di Pessoa, una tenda al vento.

Oggi sono andata a cercarla, la poesia: si trova tradotta da Luigi Panarese nel volume "48 Poesie".
Quando ho finito di leggerla mi è venuto da sorridere: le parole che non trovavo per descrivere come mi sentivo allora e cosa mi aveva lasciato Lisbona nel cuore erano lì. Ho guardato questa foto lasciata a prendere polvere virtuale nella hard disk esterno, riletto quelle parole di cui sono andata alla ricerca ma che erano con me da così tanto tempo e ho sorriso.
Un sorriso amaro, perché mi sembra che il destino fosse già scritto lì, in quella sera tiepida di Lisbona e perché forse, già allora, sapevo che le cose sarebbero andate così come sono andate.

Qui si sta in pace,

lungi dal mondo e dalla vita,

pieni di non aver passato,

anche il futuro s'oblia.

Qui si sta in pace.



Aveva i gesti innocenti,

ridevano gli occhi nel fondo.

Ma invisibili serpenti 

la facevano del mondo.

Aveva i gesti innocenti.



Qui tutto è pace e mare.

Come lungi la vista si perde

nella solitudine che rende
 ombra 
l'azzurro ch'è verde!

Qui tutto è pace e mare.



Sì, poteva essere stato...

Ma né volontà, né ragione

hanno condotto il mondo

a diletto o soluzione.

Sì, poteva essere stato...



Ora non dimentico e sogno.

Chiudo gli occhi, ascolto il mare

e ascoltandolo bene, immagino

di veder l'azzurro inverdire.

Ora non dimentico e sogno.

Non è stato proposito, no.

I suoi gesti innocenti

toccavano il cuore

come invisibili serpenti.

Non è stato proposito, no.



Dormo, sveglio e solitario.

Cos'è stata la mia vita?

Vele d'inutile mulino -

Un movimento senza lotta...

Dormo, sveglio e solitario.



Nulla spiega né consola.

Tutto è sicuro dopo.

Ma il dolore che ci devasta,

la pena di non essere due -

nulla spiega né consola.


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