Wednesday, 26 May 2010

Mani di pasta frolla

Sabato mattina ho preparato i biscotti per il photowalk analogico di Diecicento.

Impastata la frolla, messa velocemente in frigo, infornata e via!

Anzi no, perché prima ho stampigliato uno per uno i biscotti con il nome del gruppo. 

i biscotti diecicento


Direi che sono piaciuti ai prodi assaggiatori e, mentre ne parlavo con altri, qualcuno ha detto: "ah, è pasta frolla insomma!"


Ehm sì, è una frolla in effetti. Ecco il problema è banale e non è nemmeno un problema a voler dirla tutta, ma ho tempo da impiegare e perdere in una serie di seghe mentali, quindi portate pazienza, prometto che sarà breve e indolore. Oppure saltate fino alla fine del post dove c'è la ricetta.

Pasta frolla dicevamo... già, si fa presto a dire frolla! A guardare le ricette sembra semplice, perché gli ingredienti sono gli stessi. Sembra, perché se fosse realmente semplice ci sarebbe una sola, univoca e universale ricetta per prepararla. E invece mica funziona così: gli ingredienti, è vero, sono gli stessi, ma poi dosaggi, metodi e tempi aprono le porte a una serie infinita di combinazioni.
Poi ci sarebbe pure da tenere in conto le frolle con l'olio d'oliva, con la ricotta, le versioni per celiaci, quelle con o senza lievito, quella al cacao...
Solo farina o pure fecola? E la farina si setaccia? Uovo intero o solo tuorlo? Zucchero semolato, a velo o di canna?
Ho fatto il conto: al momento ho 8 ricette già provate di "frolla classica" e altre 5 ancora in attesa di un test, quindi sono almeno 5 photowalk assicurati.. Di quelle provate, la metà sono di famiglia. 
Per motivi di spazio e poca pazienza, io cestino le ricette che non mi piacciono, e a memoria sono sicura di aver cestinato almeno 4 ricette di frolla. 


A forza di provare e riprovare, sono arrivata ad alcune conclusioni: ad esempio, 
iniziare facendo la fontana con la farina fa molto rustico e genuino. Però meglio evitare una simile operazione se si vive in un bilocale-scatola di scarpe in Inghilterra, dove non c'è spazio sul piano della cucina e dove il minimo graffio sul tavolo corrisponde a una cinquantina di sterline sottratte alla caparra. Ragione per cui io ho smesso del tutto di fare la fontana e uso una ciotola bella e grande, con grande raccapriccio di mia madre.
Poi io il burro freddo non lo so lavorare. Strano perché a sentire tutti i miei ex ho delle mani-iceberg che sono quasi nulla a confronto delle temperature gelide del mio cuore (ma io avrei qualcosa da ridire su alcuni di loro e su dove e come potrebbero usare i termometri). 
A meno di non voler combinare casini per tutta la cucina, ho capito anche che è molto meglio che non tenti nemmeno di sabbiare la farina con il burro.
Io uso sempre il burro a temperatura ambiente, idea che sfiora l'eresia e che mi costerebbe una scomunica caso mai venissero a scoprirle alcune zie dei miei genitori.


Quindi, sì è (una) pasta frolla: è una delle due ricette di frolla che ho imparato in Inghilterra, una di Michel Roux e questa qua, che non mi ricordo di chi è, ma mi ricordo che l'avevo strappata da uno di quelle riviste che prendevo ogni tanto al supermercato (non mi ricordo più se era un Sainsbury's o un Morrison, di sicuro non un M&S), quindi è probabile sia stata scopiazzata da qualche libro.
E' leggermente burrosa, ma ne vengono fuori davvero tanti biscotti, quindi anche a mangiarne uno o due, non è un grave attentato alla linea (specie se li si mangia durante un photowalk, cioè quando si è in movimento!). E soprattutto non è detto che partendo dagli stessi ingredienti, ma lavorandoli in maniera differente non si ottenga qualcosa di diverso e magari pure più buono!


Questo però non è qualcosa che posso fare io, perché ormai vado in automatico, quindi ecco la ricetta, in attesa che qualcun'altro la provi e la porti al prossimo photowalk!


Ingredienti:
150 gr di burro (per me a temperatura ambiente)
130 gr di zucchero semolato
1 uovo
200 gr di farina 00
80 gr di maizena (in realtà la ricetta dice 280 gr di farina, ma io avevo sto mezzo sacchetto di maizena fra i piedi, quindi...)
limone (succo e scorza)

1 cucchiaino di lievito 


Lavorare il burro e lo zucchero a crema, aggiungere l'uovo, la scorza grattuggiata di limone, un po' di succo (non tutto, solo qualche goccia).
Una volta che l'uovo e il succo sono stati assorbiti, aggiungere la farina e il lievito (e la maizena in questo caso!) e, se l'impasto risultasse troppo secco, dell'altro succo di limone.


Formare una palla, avvolgere nella pellicola e mettere in frigo per almeno trenta minuti. Accendere il forno a 180°C, stendere la pasta a 5 mm e tagliare i biscotti. Metterli in una teglia e infornarli per 10-12 minuti: cotti più a lungo risultano più croccanti una volta sfreddati, altrimenti rimangono più soffici all'interno. Personalmente io amo la versione molto spessa e soffice.


Impastando tutto a mano e a temperatura ambiente, questo impasto ha il potere di trasferirsi sotto pelle: cotti sabato mattina, mi sembrava di sentirli traspirare ancora dalle mani domenica sera! :-D 

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