Wednesday, 2 June 2010

Asini, muli, corvi e maiali

Sono le due di pomeriggio.
Non c'è quasi nessuno per strada: è primo pomeriggio, è il due giugno e buona parte dei negozi sono chiusi, quindi le strade che portano al centro di Torino sono diventate delle enormi piste ciclabili, anche se con buchi e voragini che potrebbero diventare simili a quella del Guatemala.

Scendo davanti a via Giolitti, lego la bici e mi avvicino all'entrata del museo. Guardo le gigantografie delle mostre in programma al Museo Regionale di Scienze naturali e un dubbio mi assale: avrò mica sbagliato museo?

Esploratori dell'Universo, Wildlife Photographer of the year, Fossili di Bolca...
Eppure sono sicura! La mostra "Asini, muli, corvi e maiali" dovrebbe essere qui. Poi, sporgo lo sguardo e la vedo, la gigantografia della locandina: non è insieme alle altre che fanno bella mostra davanti al portone, ma è spostata, solitaria a dieci metri buoni oltre l'entrata del museo.
Incominciamo bene.

Dentro le cose non vanno meglio: nell'atrio nessuna indicazione su dove si trovi la mostra, di dépliant informativi non se ne parla nemmeno.
Non dico tanto, ma almeno un foglio scritto a penna che dica dove cappero è sta esecrabile di una mostra!
E non mi si venga a dire che è appena aperta: inaugurando una mostra il 29 maggio, il minimo sarebbe avere già tutto pronto o quanto meno recuperare in 24 ore.
Proseguiamo altrettanto bene! Io però non mi arrendo: mi ricordo la sala dal servizio del telegiornale regionale e sono stata abbastanza volte nel museo per sapere qual è. Salgo al secondo piano e indovinate un po'? Di indicazioni nemmeno l'ombra!

asini, muli, corvi e maiali

A giudicare dalla prima (ma anche dalla seconda e dalla terza) impressione non sembra proprio che il museo ospiti una mostra su come la satira illustrata ha visto i rapporti fra Stato e Chiesa dal 1848 ai giorni nostri. Libera Chiesa in libero Stato, neh?
A voler pensare male si finisce forse per avvicinarsi alla verità: sembra quasi che non si voglia fare uno sgarbo a lor monsignori con una mostra che potrebbe dar fastidio.
Non c'è che da sperare che le cose migliorino nelle prossime settimane: la mostra termina il 31 luglio e di sicuro rifarò un salto.

Prima di tutto per controllare se hanno spostato il cartellone della mostra più giù sulla via. E poi perché ne vale la pena.
E' una mostra interessante e anche divertente! Mi sono ritrovata più di una volta a ridere delle vignette, e non solo quelle più recenti, ma anche (e soprattutto) quelle della nostra storia passata.

Incredibile ma vero, ma c'è stato un tempo, in questo paese, in cui alla satira si rispondeva con la satira e non censurandola o cercando di limitarne la libertà di espressione.
Niente politicamente corretto negli scontri fra laici e clericali quando si scontravano in punta di matita. Dichiaratamente e orgogliosamente faziosi e di parte, esprimono tutti una grande passione per le loro convinzioni politiche.

I tempi cambiano, i temi restano gli stessi, così non stupisce trovare una vignetta di Vauro insieme ad altre di un secolo prima e trovarla attuale solo perché il papà citato è Ratzinger.

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