Tuesday, 8 June 2010

Nel mentre che metto le Peroni in frigo...

Arrivano implacabili a cadenza biennale. E sì che io cerco di far finta di nulla, fischietto indifferente, ma loro subdolamente si infiltrano ovunque e comunque: pubblicità, film, documentari, speciali alla TV... e quando arrivano siamo tutti come un povero daino fermo sulle rotaie con la gucciniana locomotiva che si avvicina: senza scampo. Sto parlando di Olimpiadi e Mondiali di calcio.
Nulla da dire di per sé sugli eventi, anzi!
Alla fine tutti amano i mondiali di calcio: i politici li adorano così distraggono i cittadini da tutte la emme che gli stanno rovesciando addosso.
Le TV sanno come riempire la programmazione estiva, altrimenti regno incontrastato di Rosamunde Pilcher.
Noi comuni mortali, orfani del commento della Gialappa's Band su Radio Due, li adoriamo anche solo per poterci ritrovare con tutti gli amici a guardarli: spaghetti in cottura, familiare di peroni gelate, tifo indiavolato e rutto libero! di fantozziana memoria.

Solo che i Mondiali (e le Olimpiadi) si portano dietro un bagaglio di puro terrore in salsa pop: le canzoni ufficiali.
Ogni evento ha la sua colonna ufficiale, con collaborazioni più o meno riuscite, stelle e stelline del panorama musicale e testi "formaggiosi", per usare in maniera più tristemente letterale l'inglese cheesy.
Facendo una ricerca su internet ho scoperto che quelle delle Olimpiadi sono dette "inspirational songs". 
I testi sono più o meno sempre gli stessi: siamo tutti fratelli, volemose bene, inseguiamo i nostri sogni (e dopo prendiamoli a randellate), costruiamo un mondo migliore, cuore-onore-amore, bla bla bla.

L'unica differenza fra i due eventi è che quando arrivano i Mondiali non ci sono solo le canzoni ufficiali  (quest'anno mi pare ci sia Shakira), ma pure quelle nazionali.

Gli inglesi hanno messo in campo i New Order nel Novanta (World in Motion)? E noi abbiamo risposto con le notti maggggiccheeeee (inseguendo un goooool), tiè!

Anche se il miglior inno (se pure non ufficiale) che abbia mai accompagnato la nazionale, a mio avviso risale agli europei del 2000, ed è, ça va sans dire, di Elio e Le Storie Tese (Mangoni Remix!):

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