Friday, 11 June 2010

Ti conveniva prendere la Clio

E per il momento "WTF" di oggi... la FIAT!

Se l'altro ieri sera vi trovavate alla fermata Marche e avete visto una pazza su un vagone della metro ridere come una matta, mentre gli altri passeggeri la guardavano con un misto di sconcerto, paura e "ah, dove andremo mai a finire, povera Italia", sappiate che ero io.
Stavo leggendo "La soavissima discordia dell'amore", uno degli ultimi romanzi di Stefania Bertola (ovvero chick-lit al gianduja) ed ero arrivata a questo punto:

Prima di separarsi, Rocco le disse: " Ti conveniva prendere la Clio. Questa perde i pezzi". 
Agnese scosse la testa: "Io compro solo Fiat".
"E vantatene, anche".


E la Fiat è tornata pure oggi, verso l'ora di pranzo. Appena finito il telegiornale dove si parlava fra l'altro di Fiat, Pomigliano, Termoli, Marchionne e via dicendo.
La prima pubblicità che parte subito dopo la sigla è della Fiat. Non pubblicizzano una macchina (tanto finiti gli incentivi statali, a che pro?), parlano del piano aziendale. Lo spot è nella migliore tradizione della bambina che raccatta il gatto rognoso sotto la pioggia e una volta rientrata a casa viene bastonata per il ritardo dai genitori.
Il collegamento non lo metto apposta, ma, se siete curiosi, lo trovate su youTube se siete curiosi; oppure preparatevi al bombardamento mediatico che di sicuro subiremo in questi giorni sulle tv, alle radio e sui giornali. 

Lo spot si conclude con un rassicurante: "le cose che creiamo ci dicono cosa diventeremo". Mi sono cadute le braccia.

Ora, soprassediamo per un secondo sul fatto che si vede lontano 100 miglia che sto benedetto piano aziendale e la rigidità di Marchionne alla trattativa sono dovute al puro e semplice fatto che hanno comunque deciso di trasferire la produzione in posti meno cari e con meno sindacalisti a rompere. 
Parliamone, dal punto di vista creativo e di immagine: se le cose che creiamo ci dicono cosa diventeremo, cos'è la Fiat, altresì nota come la mamma della Duna?!?! (Il padre è incerto a quanto si vocifera: nessun designer sembrerebbe pronto a farsi carico delle responsabilità!)

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