Tuesday, 29 June 2010

Volta la carta

Poche ore alla partenza.
Sentimenti contrastanti.
Come ha ben sintetizzato Miky la scorsa settimana, non ho mai avuto un'espressione così felice eppure scazzata allo stesso tempo.

Penso a ciò che lascio e mi sento sollevata: la burocrazia, l'immeritocrazia, quella sensazione opprimente che se non conosci qualcuno, se non sei amico di, se non ti manda Picone non riesci a fare nulla. Quella sensazione di paese incagliato che ho provato qualche giorno fa su un autobus: un tamaretto al primo anno di superiori scherzava con i suoi amici sulle pagelle e a un certo punto però si è fatto serio e ha detto a uno degli altri tamarretti, "ma tu pensi davvero che dopo la scuola troverai lavoro? In Italia!?!".

Penso a ciò che lascio e mi viene il magone: Sara stamattina mi ha detto di prendermi cura del criceto, Davide ora è in cucina che chiede "cos'è?"; la ciclabile di Corso Stati Uniti è riparata dal verde degli alberi ora ed è un piacere usarla per tornare a casa, specie dopo essersi fatti il voragine-massaggio grazie alle buche delle ciclabili del centro. Mi sarebbe piaciuto andare un'altra volta dal cocomeraro di Piazza Massaua per una delle loro mega-super-macedonie.
Avrei voluto passare un'estate in giro per musei, a infornare canestrelli per le amiche, bere birra all'Imbarchino con pochi ma buoni e fidati amici.

Mentre scrivo, sul giradischi gira "In concerto", vinile rosso regalo di compleanno anticipato da parte di SViN. Anche questo 33 giri mi mancherà: scusa per tornare presto per riascoltarlo? O motivo per tornare solo a recuperare il giradischi e i vinili? Vedremo, per ora si volta la carta e si baratta il Negramaro con il Pimm's.

Red

No comments:

Post a Comment