Sunday, 11 July 2010

nonna e le candele

candles

Nonna Ida andava in chiesa una volta a settimana e io l'accompagnavo. Nessun obiettivo di proselitismo o conversione: considerato che mio nonno aveva la brutta abitudine di lasciare pentolini e caffettiere sul fuoco per poi andarsene nell'orto, nonna pensava fosse più sicuro mi trovassi lontana dal luogo dell'esplosione. Era interessata più alla mia incolumità fisica che alla salvezza dalla mia anima, insomma.

Non che nonna fosse una credente fervente e praticante. In un paese piccolo la chiesa è un punto di ritrovo, un po' come l'osteria: nonna faceva quattro chiacchiere prima e dopo la messa con amici e parentado esteso, andava in sagrestia a comprare "Famiglia Cristiana", poi si accomodava in una delle ultime file e schiacciava un pisolino fino al momento della comunione. A volte capitava si confessasse pure: quando però il male alle ginocchia si è fatto così forte da non riuscire più ad inginocchiarsi, ha smesso.

Io mi annoiavo tantissimo, non potevo certo muovermi mentre il prete predicava e predicava all'infinito. A volte facevo degli aeroplanini di carta con il programma della messa, a volte contavo le piastrelle della navata, scuotevo un po' nonna se mi accorgevo che iniziava a russare. La maggior parte del tempo lo passavo tentando di non sbadigliare e fallendo miseramente.
Il mio momento preferito era quando il prete lasciava che i chierichetti usassero l'incensiere: a volte si dimenticava di averlo lasciato in mano a due delinquentelli di dieci anni e, prima che avesse recuperato l'arma letale, lungo la navata della chiesa si era ormai diffusa una nebbia da profonda Val Padana. Mezza chiesa era in lacrime, l'altra tossiva disperata, io sniffavo, visto che adoravo già da piccola il profumo d'incenso.

Dopo la messa, prima di andarcene in pace (di solito a raccogliere le castagne ginge nel parco vicino o a comprarmi un ghiacciolo), nonna accendeva una candela o due. A volte la lasciava accendere a me, mica cosa da poco per una bimba di un metro e uno sputo!

Ancora oggi, amo le chiese che ancora usano candele vere e non lampadine, le chiese dove l'odore della cera che si scioglie si mescola all'incenso: mi sento in pace con il mondo, calma e felice, anche se un po' malinconica.
Ogni volta che entro in una chiesa così accendo una candela. Penso che a nonna Ida avrebbe fatto piacere.

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