Monday, 9 August 2010

Avevo tanti piani per il week-end.
Ovviamente ho fatto del mio meglio e del mio peggio per non portarne a termine neanche uno. end
A voler essere precisa, non ho nemmeno iniziato nessuno dei piani.
Alle 6 di venerdì sera sono arrivata alla precoce conclusione che il week-end così come l'avevo immaginato non s'aveva da fare.
Mi sono dedicata al dolce far niente, il che in un certo senso vuol dire che ho fatto qualcosa anche se non ho fatto nulla.
Però mi sono rilassata, sono stata in biblioteca, passeggiato, ma soprattutto vegetato.

Ho anche trovato il tempo per un po' di analisi sociale.
Mentre tornavo a casa oggi pomeriggio, mi ha fermato un ragazzino. T-shirt verde enorme, il taglio di capelli alla moda ma inadatto alla faccia lo faceva sembrare uno di quei pulcini che vendono a Pasqua.
In mano ha una banconota da 5 sterline. Si avvicina e mi dice qualcosa.
Non capisco.
Sta a vedere che sto davvero diventando sorda! Il volume dell'iPod è davvero troppo alto, per questo non capisco una parola di quel che mi dice.
Tolgo gli auricolari dalle orecchie, lui mi ripete la domanda e io continuo a non capire.
Sono sorda sì, ma il problema stavolta non sono i miei padiglioni auricolari. Il problema sono le interferenze provocate dal suo apparecchio fisso.
Alla fine sono riuscita a decifrare una frase: "Ma'am, can you go and buy me a beer? I'm 17".

Allora, ciccio. Mettiamo ben in chiaro una cosa.
Per prima cosa "ma'am" lo dici a qualcun'altra.
E' pur vero che in questo paese, dato l'elevato numero di gravidanze adolescenziali, io potrei avere l'età di tua madre, ma resta il fatto che carampana non sono e "ma'am" non è il modo giusto di iniziare una conversazione, specie se vuoi chiedermi un favore.

Poi, parliamone. Tu, diciassette anni?!?!? Ma ceeeeerto, lo capisco da sola, anche se tu non stai a precisarlo. C'è qualcosa che mi fa pensare a un diciassettenne quando ti guardo... l'inizio di acne precoce? L'orologio di Ben10? 
O la voce alla Calimero?
"E' un'ingiustizia però!"

E ora passiamo all'alcool: non è che io alla tua età, o chav in training, non abbia provato a bere in compagnia di amici, senza che ci fossero i miei genitori. Ma un minimo di iniziativa personale! Chiedere aiuto a una "ma'am" (e mi pare di averti già detto quanto mi dia fastidio essere chiamata così) non mi sembra proprio l'idea più geniale, originale o innovativa per procurasi da bere.
E una volta che la "ma'am" ti dice di no, non piagnucolare come un pulcino bagnato!

Alla fine più lui mi chiedeva di comprargli una birra ("pleaaaaaase"), più mi veniva da ridere, per quella faccia da bambino, la banconota da 5 sterline, per la scena nel suo complesso.

Ma mi è rimasta addosso anche un po' di tristezza: non sono certo la persona più indicata a salire sul pulpito del consumo responsabile di alcolici, ma c'è un livello sotto il quale non mi sono mai voluta abbassare e vedere un ragazzino, anzi no, un bambino, già così in picchiata verso il basso, non è come speravo di concludere il weekend.


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