Wednesday, 17 November 2010

Vieni via con me

Ieri sera, dopo una trasfusione monetaria per affittare casa, sono andata alla Royal Albert Hall.
Fino alla prossima domenica si svolge il London Jazz Festival e ieri il programma recitava così: Paolo Conte. Impossibile anche solo il concepire l'idea di non andarci.

una faccia in prestito

Che con-cer-to. 
Ovviamente un po' di sfiga c'è sempre ad accompagnarmi: gente che entra con 40 minuti di ritardo e fa alzare tre o quattro file di persone perché non trova posto.
Inglesi mezz'alticci che prima ridono e poi sbadigliano perché non capiscono...
Ma ormai ho sviluppato una specie di filtro anti-dementi-da-concerto e dopo un po' smetto di farci caso.
Anche fossi stata sprovvista di tale filtro, ieri non sarebbe cambiato nulla perché Paolo Conte e orchestra hanno il potere di portarti lontano lontano, ti rapiscono in un tripudio di suoni e melodie.
Conte è un diesel vecchia maniera (essere come lui a 73 anni!), parte piano, ma non gli ci vuole molto per acquistare in scioltezza, verve, voce. 
Fra i musicisti non so dire chi fosse il più bravo, se li è scelti davvero bene.
Canzoni nuove, ma anche classici, alcuni riarrangiati in maniera non banale e capaci di reggere il paragone con l'originale.

Ha suonato "Gli impermeabili", e già solo per quello valeva la pena andare al concerto.
Poi è partito quel refrain di piano così familiare. 

Via, via, vieni via di qui,

niente più ti lega a questi luoghi,
neanche questi fiori azzurri...
via, via, neanche questo tempo grigio
pieno di musiche
e di uomini che ti sono piaciuti...

It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful,
good luck my babe,
it's wonderful, it's wonderful, it's wonderful,
I dream of you...
chips, chips, du-du-du-du-du

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio,
non perderti per niente al mondo...
via, via, non perderti per niente al mondo
lo spettacolo d'arte varia
di uno innamorato di te...

It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful...

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio,
pieno di uomini...
via, entra e fatti un bagno caldo,
c'è un accappatoio azzurro,
fuori piove un mondo freddo...

E mi sono ricordata di un viaggio con papà, su Corso Francia, quando avevamo ancora la Lantra. L'autoradio suonava Razmataz e io la sera prima avevo bevuto troppo e male. Tentavo di mantenere un'espressione normale ma mi sentivo svenire e Conte non aiutava certo, anzi sembrava far forza sulle palpebre, che crollavano sempre più.

foschia ai muri

Mi sono ricordata di un freddo pomeriggio di dicembre, meno di un anno fa, a un museo, un caffè e un bicerin.
"Torino è così bella", mi sono detta fra me e me, e ho sorriso, perché non si può che sorridere con il cuore contento di fronte a tanto splendore.

Ascolta le fiabe

Ad aspettarmi a casa, c'era Sara, impaziente di usare il giradischi. voleva sentire una fiaba della Disney, "Red e Toby nemiciamici". L'abbiamo ascoltata e riascoltata, e mi sembrava che il cervello bruciasse un neurone ogni volta che cambiavo lato del 45 giri.  Eppure guardavo mia nipote ed ero felice: mi sono detta che era bello essere tornata, nonostante l'incertezza, perché sentivo di potercela fare. Nonostante tutto, nonostante tutti, nonostante me stessa.Gli affetti, i ricordi, le speranze mi legano ancora a questi luoghi, un filo invisibile che non posso e non voglio tagliare, fatto di amore, abbracci, coccole, bicchieri di vino, fette di torte, passeggiate, risate...


Mentre Conte suonava ripensavo a tutto questo ma anche al mio personale elenco, come uno di quelli della trasmissione di Saviano e Fazio.

Sono andata via per cercare un futuro migliore.
Sono tornata per amore e per sperare.
Sono rimasta soltanto per avere l'ennesima conferma che se non conosci qualcuno o non hai i soldi, hai ben poco da fare.

Sono ripartita per cercare di dare nuova vita alle speranze che l'Italia, intesa come società (in)civile ha preso a calci.
Spero di tornare e restare, per un periodo di tempo più lungo delle vacanze di Natale.

Ma come si dice da queste parti, "beggars can't be choosers". Così cercherò di approfittare al massimo dei miei giorni di vacanza. Nel frattempo continuo a sperare, a sognare e ad ascoltare Conte.

It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful, good luck my babe...

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