Tuesday, 21 December 2010

ufficio e misure

Non c'è molto lavoro in questi giorni. A pochi giorni da Natale, la maggior parte dei miei colleghi sono in ferie.
O bloccati dalla neve da qualche parte.
Il che mi da un po' di tempo in più per prendere le misure. Alla scrivania, all'ufficio, al lavoro.
Il mio nuovo ufficio è molto diverso da quello precedente, per quanto appartengono alla stessa società: le differenze fra Londra e Hampshire e fra i diversi lavori che si svolgono nei due luoghi si riflettono nell'arredamento e nella disposizione di tutto ciò che mi circonda.

Non ho tutto lo spazio che avevo a Southwood, ma ho anche meno "rumenta" in giro per cassetti e tavoli. Non ho ancora deciso bene come organizzero' lo spazio, come lo decorero'... e' troppo spoglio, ma non ho voglia di impegnarmi e rimando dicendomi che mancano pochi giorni alle ferie e posso occuparmene nell'anno nuovo. Dalla mia finestra godo di un panorama di cieli e tetti. Nessun tetto "famoso", semplici edifici, tutti uffici del centro di Londra, tranne il tetto di un teatro. Il cielo oggi e' quello tipico di Londra: grigio fumo, noioso, monotono, anonimo.
Si sposa bene al silenzio quasi surreale che avvolge l'ufficio. La neve sul tetto di fronte si sta lentamente sciogliendo e questo mi fa ben sperare per il resto della settimana.

Craig, il mio capo, mi ha consigliato di approfittare di questi giorni di calma, godermeli finché durano: al mio rientro dalle ferie, la mole di lavoro è destinata a cambiare in maniera notevole.
Se il capo dice una cosa simile, ehi! Chi sono io per dargli torto?!?

Solo che tutto questo tempo "libero", non è tale, perché il cervello è in piena attività. E' arrivato quel momento dell'anno, quando oh oh oh! arriva Natale e siamo tutti più buoni e poi subito dopo ecco Capodanno ed è tempo di bilanci. Ecco, il fatto di dover fare un bilancio, trarre le somme, mi destabilizza un po'. Specie quest'anno: sembra che nulla sia cambiato, eppure è tutto diverso.

Domenica Mario ha lasciato un commento a un mio posto e mi sono resa conto che molte persone non sanno degli sviluppi degli ultimi dodici o sei mesi, a seconda di dove sono rimasti con il riassunto delle puntate precedenti.

Posso riassumere il tutto con una sola frase: il 2010 è stato un anno di lezioni importanti.
Ho imparato che:
1. Se il mio istinto mi dice che una persona non fa per me, ha poco senso non darmi ascolto e credere a ciò che dicono gli altri. Meglio sola che un'ameba emotiva al mio fianco.

2. La varicella fa schifo.

3. La varicella a 31 anni fa ancora più schifo.

4. Perdere il concerto degli Swell Season per via della varicella è l'apoteosi dello schifo.

5. I sogni se li possono permettere solo quelli con i soldi. Altrimenti, poche balle: meglio un lavoro che paga le bollette.

6. Meglio andarsene in ferie o permettersi un cinema ogni tanto, piuttosto che sentirsi dire che fai bene a inseguire i tuoi sogni e simili minchiate da gente che poi se ne va in giro, esce e pensa che sei un'asociale, quando in realtà non puoi fare molto, visto che guadagni 700 euro al mese per sei giorni di lavoro alla settimana.

7. Se qualcuno si arrabbia oltre ogni modo per una minima rimostranza e ti accusa non solo di aver torto, ma avere altri "problemi", può avere anche ragione, ma ha soprattutto una coscienza sporca oltre ogni dire, altro che Omino Bianco!

8. Se non riesci a risolvere i tuoi problemi, meglio non invischiarsi con quelli altrui.

9. Non è possibile mettere troppa cannella in un dolce.

10. Cracovia non è Ciriè.

In dodici mesi ho perso molto del mio idealismo, speranze, sogni, (presunti) amici e due orecchini (ora ho due paia spaiati, sigh). Ho guadagnato in realismo, cinismo, pazienza.

Mentre pensavo a tutto questo, ero seduta su una sedia di plastica alla Royal Festival Hall, ad ascoltare il VoiceLab che cantava canzoni più o meno natalizie.
I pensieri si susseguivano veloci, anche per via di quel vin brulè bevuto poco prima, a stomaco vuoto.
E mi è venuto da sorridere quando, ripensando alle lezioni del 2010, il coro ha iniziato una canzone che conosco e amo molto.

Seasons of Love

E come due anni fa mi sono chiesta: "How do you measure, measure a year?"
In tazze di caffè, bamboline voodoo, curry e tortilla.
In potom potom, cicciottini e film della disney.
In concerti, racconti e fiabe stravaccate.
In molte lezioni imparate, in alcune impartite.
Nostalgia, rassegnazione, speranze e progetti.
In delusioni e tradimenti.
In abbracci e amici.

E nel silenzio dell'ufficio vuoto, la risposta, sebbene scontata e forse pure banale, è chiara: in amore.

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