Thursday, 27 January 2011

London blues

Albert Embankment 


"How to fight loneliness
Smile all the time
Shine your teeth to meaningless
And sharpen them with lies...
"

(Wilco)


Le giornate si stannno allungando un poco alla volta, ma non abbastanza e troppo lentamente per trovare della luce ad aspettarmi all'uscita dall'ufficio.

Il sole, quando decide di fare capolino fra gli strati di nuvole, non scalda.
Sgocciola e piove e il vento freddo è la proverbiale ciliegina sulla torta.
Sembra un complotto meteorologico per amplificare il generale senso di "pessimismo e fastidio", che non vuole saperne di andarsene.
Londra a gennaio è terribile da vivere: Natale è alle spalle e Pasqua sembra troppo lontana. 
La gente non sorride e spintona, il senso di mancanza di legami forti e significativi si acuisce e stamattina mi sono accorta che mi riesce sempre più difficile sorridere per davvero.




Londra amplifica tutto ciò: non so quante altre città a questo mondo abbiano un potere altrettanto forte di influire così pesantemente sul proprio stato d'animo.
Tutto sembra più cupo, più difficile e lontano, senza significato.
Sorrisi vuoti e vacui, frasi vuote ripetute fino alla nausea: I'm fine, not too bad, brilliant!
La realtà è ben diversa, ma non importa a nessuno, e ora inizia a non importare nemmeno più a me.
Sembrano i mugugni di una bambina viziata e probabilmente lo sono. Ammetto senza problemi di essere una privilegiata sotto molti punti di vista: sono stata viziata a dosi massicce d'amore, tutte le delusioni che ho incontrato nella vita sono state controbilanciate dai famosi "pochi ma buoni", la mia corazza contro il lato duro della vita.


Quindi ora sorrido falsa (e cortese, in piena tradizione sabauda), fingo di divertirmi o provare interesse, sperando in qualcosa di migliore nel futuro, perché , non posso e non voglio credere che mi sentirò sempre così sola; come al solito mi aggrappo ai pochi ma buoni: ripongo la mia fiducia negli ormai pochissimi che sono in Inghilterra (sperando di evitare altre delusioni) e aspetto quelli provenienti da lidi lontani.


E aspetto la primavera...

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