Tuesday, 1 February 2011

Ho passato una domenica diversa dal solito. Per buona parte del mattino e del pomeriggio ho cantato. Di fronte e insieme ad altre persone, il che per me è qualcosa di inaudito e fuori da ogni schema.

Sono cresciuta con la fobia del canto: a forza di sentirmi ripetere che sono stonata come una campana, ho finito per crederci.
"Per pietà smetti! Fai partire tutti gli allarmi altrimenti!"
Poi ho scoperto che gli altri non avevano tutti i torti; in effetti, "stonata" è un eufemismo, ovvio che il canto non è diventato uno dei miei hobby principali!

Ma quante persone a questo mondo non si fanno problemi e cantano lo stesso? Io invece, nel canto come in molte altre piccole e grandi cose della vita, sono sempre stata facilmente suggestionabile.

Per lo stesso motivo per cui mi vestivo come un sacco di patate ("Cicciona, fai schifo!"), non sono mai riuscita a cantare in pubblico. Anche sotto la doccia canticchio a bassa voce...

Non appartengo a quella categoria di fortunati che sembrano nati con una corazza naturale contro le meschinerie e cattiverie gratuite. Mi sono voluti anni, maturità e una buona dose di coraggio per mandare certa gente all'inferno e iniziare a vestirmi come piaceva a me e soprattutto fare ciò che volevo davvero fare.
Il canto l'ho sempre rimandato, ma dopo aver visto Mary King dirigere il coro del VoiceLab prima di Natale, ho capito che non era più tempo di rimandare.


All'inizio non ero molto tranquilla, anzi! Seduta in attesa dell'inizio, sentivo un brusio continuo nel cervello: "Via, via! Via da qui, non è posto per noi."


Ma per fortuna non ho fatto in tempo a fuggire. Abbiamo iniziato con il riscaldamento, poi siamo passati al canto e a metà pomeriggio mi è venuto da ridere. 
Stavo cantando "Placido è il mar", coro tratto dall'opera "Idomeneo"... scritta da un certo W.A. Mozart. Non male per una ca(ra)mpana, vero?


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