Tuesday, 12 April 2011

Dagli ai blu!

No, non è una campagna virale su internet per promuovere l'odio contro gli ometti blu, altresì noti come Puffi, e per portare finalmente a termine l'opera di sterminio che Gargamella e Birba tentano senza alcun risultato degno di nota da troppe stagioni. No, la storia è un po' diversa e complicata, anche se il problema intorno al quale gira intorno è per la verità molto semplice: sono depressa.

Non sono "giù", non soffro il tempo inglese (non più del solito, per lo meno) e non è la mancanza di luce a deprimermi. E' il famoso "male oscuro", quel tipo di oscurità che il sole non riesce a illuminare. Non voglio farla troppo tragica, ma non ho preso sul serio questa condizione per troppo tempo. L'ho rilegato in un angolino nascosto, ho fatto finta di niente, fino a quando tutto non mi è esploso in faccia.

Quando anche alzarsi dal letto mi è parso un compito impossibile e non sono riuscita a trovare nulla di positivo per controbilanciare angoscia e infelicità, ho capito di dover fare qualcosa.

Innanzi tutto ammettere a me stessa che ho un problema: non la cosa più semplice per chi, come me, è stato cresciuto nell'idea che di certe cose non si parla e certi problemi tali non sono.
Poi ho dovuto trovare il coraggio di dirlo a chi mi sta vicino. Comunque è stato più facile che dirlo a me stessa e una volta fatto questo il resto mi è sembrato facile, anche se più angosciante, perché l'ammissione di depressione ha come rotto le dighe emotive che mi proteggevano.
Sono andata dal dottore che mi ha consigliato di parlare con il servizio di zona. Li chiamo, faccio una valutazione "al telefono", per capire di che tipo di aiuto ho bisogno e dopo due giorni la terapeuta mi richiama.

Ora, io ti dico che non sto bene, che sono depressa e mi sento alienata e senza scopi nella vita, ti confesso che ho bisogno di una mano e di qualcuno di esterno che mi aiuti. Tu terapeuta con laurea e probabilmente dottorato e contro dottorato che mi consigli?

Un corso online, mi pare ovvio! Ecco cosa mi ha consigliato il sempre glorioso ed efficace sistema sanitario nazionale di questo paese. Accesso gratuito al sito "beating the blues". E, ciliegina sulla torta, non è un problema se non ho internet a casa, perché posso usare un pc della biblioteca di Brixton per seguire il corso.

Ho riattaccato il telefono, sentendomi stranita come non mai. Ero senza parole per quello che mi era appena stato detto e chiunque mi conosca anche solo un briciolo, sa quanto improbabile sia per me trovarmi senza nulla da dire!
L'avrei dovuto capire: se per capire se stai male, ti fanno fare un questionario a punti in stile Donna Moderna via telefono, non è che poi ti mandano Sigmund Freud a bussarti alla porta e a chiedere come ti butta!
Ero rimasta d'accordo con i miei coinquilini di fare una lezione insieme, passare una serata in soggiorno davanti al pc, ma nutrivo dei forti dubbi a riguardo: non sono riuscita a vedere fino alla file il video di testimonianze sul sito, perché l'ho trovato stupido e angosciante.
Così quando oggi mi hanno chiamato per la conferma, ho rifiutato, spiegandogli che trovo irresponsabile affidare a un sito internet il benessere di una persona. Ironico, però, che sia la persona che ha bisogno di aiuto a rendersi conto dell'inutilità e pericolosità di una simile iniziativa e non quelle persone che si suppone siano specializzate e preparate ad affrontare simili problematiche.

Io mi sentirò pure alienata, triste e sola in questa società, ma forse è più corretto dire che è questa società ad essere alienata, triste e sola.

2 comments:

  1. Che storia! Sei molto corragiosa dirli. Spero che questo periodo di tristezza ti lasci presto, Virgi.

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  2. :-) grazie, io spero che si risolva tutto al piu' presto, ma di sicuro non grazie alla terapia online!!! (sono pazzi in questo paese)

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